Anonimo
Anonimo ha chiesto in Politica e governoPolitica e governo - Altro · 1 mese fa

Si parla di riqualificazione antisismica ed energetica, ma non sarebbe a volte più razionale buttare a terra?

Spesso si parla di costruire sul costruito e col bonus 110% si hanno molti incentivi basati su questa idea, ma, visto anche il considerevole rischio idrogeologico che grava su alcuni fabbricati, non sarebbe più economico ed efficace buttare a terra gli edifici costruiti nel secondo dopoguerra, e anche alcuni prima di non rilevanza storica? Non essendolo, chiedo agli esperti.

2 risposte

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  • 1 mese fa
    Risposta preferita

    Purtroppo la gran parte degli edifici che risalgono al secondo dopoguerra sono collocati nei centri storici e hanno valore storico. Anche per una semplice ristrutturazione bisogna contattare la sovrintendenza per i beni culturali, figuriamoci buttare giù. Sono però d'accordo: molti fabbricati rimangono invenduti e inabitati perché burocraticamente è proibitivo metterci mano! Chi vuole comprare casa è disposto a ristrutturare ma non a metterci 4-5 anni!

    Bisognerebbe rinnovare le strutture a tappeto! Esperienze come quella di L'Aquila e Amatrice non sono qualcosa che "non può più ricapitare". Anzi! Siamo colpiti da una pandemia che non ci aspettavamo, ma se tirasse anche un terremoto saremmo allo sfacelo... ma nessuno ci pensa finché non è troppo tardi.

  • Anonimo
    1 mese fa

    Tutto si può fare, basta avere i soldi.

    Io ho visitato diverse zone terremotate e ho potuto osservare da vicino come si consolidano in chiave antisismica anche gli edifici più vecchi. Il costo di questi interventi è nettamente inferiore a quello della ricostruzione a nuovo. 

    La riqualificazione energetica di fabbricati sia vecchi che nuovi è ancora meno problematica di quella antisismica. Il vero problema è che in Italia c'è scarsissimo interesse per la prevenzione delle tragedie conseguenti ai terremoti. 

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