nonexistent ha chiesto in Scienze socialiSociologia · 1 mese fa

Schadenfreude, o provare piacere per le sfortune altrui...?

La Schadenfreude è quel sentimento che sorge quando il compagno di classe secchione si becca un 2 alla verifica, quando vediamo la collega bellissima comparire in pubblico con una macchia di sugo sul maglione, quando la persona da noi più odiata in assoluto piange per una perdita, quando sappiamo che la vita dei grandi vip non è tutta rose e fiori, finanche a quando ricerchiamo informazioni o aggiornamenti di quel personaggio trash pubblico che tanto ci fa ridere perché grottesco involontariamente.

E', semplicemente, provare gioia di fronte alla sofferenza o alla sfortuna o alla situazione di difficoltà di un altro che si invidia o si detesta, e riguarda in grande o in piccolo tutti quanti.

Quel riso maligno che compare sulle nostre faccette quando sappiamo che una persona che non possiamo vedere ha commesso un errore, è stata colta in fallo o ha sbagliato in qualcosa. 

La Schadenfreude è avallata dall'ironia, quest'arma letale che ridicolizza lo stato d'animo dell'altro fino a porre un muro invalicabile fra quello che proviamo noi e quello che prova lui. (Ridere e divertirsi di uno che nello stesso momento piange o soffre).

Pensi di averla provata tante volte in passato?

Se ti va, racconta un aneddoto attinente.

Grazie!

Aggiornamento:

@Nell'anonimo vediamo un chiaro di ironia o ridicolizzazione coatta data dalla Schadenfreude. Grazie per la sua partecipazione.

Aggiornamento 2:

*esempio

Aggiornamento 3:

@Sanguanel, Si chiama sadismo nell'accezione psicologica o psico-patologica.

Non mi interessa qui indagare dal punto di vista psicologico, ma in senso sociale.

4 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 mese fa
    Risposta preferita

    Non c'è nulla di male nella Schadenfreude in sé: è un sentimento umano. Tu proponi l'argomento auspicando che qualcuno censuri il sentimento e chi lo prova e/o lo esprime, perché magari, per motivi tuoi, te ne senti vittima ed è comprensibile che tu voglia tutelarti. Ma la qualificazione etica del senziente va operata osservando il destinatario del sentire, non il portatore. Ti porto un esempio relativo al sottoscritto, rispetto a persone note.

    Qualche settimana fa, in un programma tv, Matteo Salvini si era fieramente dichiarato "febbricitante". Trentasei ore dopo, inveiva contro i giornalisti che avevano riferito nulla più che le sue testuali parole, accusandoli via Twitter di falsità e cialtroneria. In quel momento, ho sinceramente desiderato di vederlo con entrambe le gambe rotte: così, tanto per vedere se avrebbe avuto la faccia tosta di negare anche le fratture. Credo di aver detto anche qualche parola in proposito. Detesto con tutta l'anima i negatori dell'evidenza.

    Qualche giorno dopo, durante la prima udienza del processo di Catania, un pezzo di soffitto si staccava e finiva sul piede del suo avvocato, Giulia Bongiorno. Molto contrariato, mi sono ripromesso di redarguire severamente quel soffitto alla prima occasione, per la sua pessima mira. Tuttavia, ben memore del fatto che, tanti anni fa, la Giulia Bongiorno si era divertita a spacciare per assoluzione l'avvenuta prescrizione del mafioso Andreotti, mi sono consolato con una piccola dose di Schadenfreude nei confronti di lei. E non per questo mi sento una cattiva persona. Anzi.

  • 1 mese fa

    Ero convinto che si chiamasse Sadismo.

    Vabbè, c'è sempre da imparare. 

    Modifico : 

    Okay! 

    Ero convinto. 

    Fino ad un secondo fa. 

  • Anonimo
    1 mese fa

    Oooooooooooooook

  • Geo
    Lv 7
    1 mese fa

    Mah, dei film si fonda spesso la presa nella gioia per i danni a carico del cattivo.

    Ho appena visto "L'inganno perfetto", e la nemesi non mi è dispiaciuta.

    Ma non so se fa testo un film. Può essere che nella realtà non saprei essere altrettanto naif.

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