poldot ha chiesto in Arte e culturaStoria · 1 mese fa

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1) perché, nonostante i successi di Ottaviano, le grandi famiglie dell’aristocrazia furono ostili al principe? 

2)Perché, nonostante le istituzioni repubblicane fossero rimaste in vigore, con Ottaviano lo stato si era trasformato di fatto in una monarchia?

3) Perché Ottaviano fere realizzare grandi opere pubbliche? Indica i diversi motivi, tra motivi economici, culturali e politici

4) Che cosa chiedeva Augusto gli intelletuali ai quali offriva la sua protezione? 

1 risposta

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  • 1 mese fa
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    1. Le grandi famiglie dell'aristocrazia senatoria furono ostili a Ottaviano, nonostante i suoi grandi successi, perché l'avvento del principato le aveva private, di fatto, del potere reale di amministrare le finanze pubbliche, di eleggere liberamente i magistrati (consoli, pretori, questori eccetera), di governare a proprio piacimento la res publica inviando governatori a tassare pesantemente gli abitanti delle province. Per questo motivo, Ottaviano fu oggetto di numerose congiure, tutte sventate per tempo e i cui promotori e partecipanti furono condannati a morte.

    2. Con Ottaviano lo Stato romano di fatto si era trasformato in una monarchia, perché Ottaviano aveva ottenuto di poter rivestire la censura (magistratura che conferiva la facoltà di rimuovere dal Senato i membri ritenuti indegni), l'imperium proconsulare maius (il comando supremo su tutte le legioni stanziate nelle province di frontiera), la tribunicia potestas, e altri poteri. Il cumulo di questi poteri e magistrature lo rendeva l'uomo più potente di Roma, nonostante le istituzioni repubblicane fossero formalmente rimaste in vigore.

    3. Ottaviano fece realizzare grandi opere pubbliche per dare lavoro alla plebe di Roma, per assicurarsi il favore e il consenso dei Romani, per eternare nel marmo le proprie gesta grazie alla propaganda. Egli fece costruire il Portico di Ottavia, il Teatro di Marcello, il Foro di Augusto, l'Ara Pacis Augustae, il Mausoleo di Augusto.

    4. Agli intellettuali ai quali garantiva la sua protezione, Augusto chiedeva di esaltare i mores maiorum (i costumi degli antenati), la grandezza di Roma e del suo impero, le gesta compiute dal princeps e dai suoi figliastri, la gens Iulia. Properzio, Virgilio, Orazio, Tito Livio furono solo alcuni degli intellettuali romani che aderirono consapevolmente al progetto culturale della propaganda augustea entrando a far parte del circolo di Mecenate.    

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