Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaStoria · 4 mesi fa

Mi potreste parlare della Siria e dell'Iraq?

Vorrei sapere un po' di cose su questi paesi Es: perché c'è la guerra, come erano prima della guerra...

3 risposte

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  • 4 mesi fa
    Risposta preferita

    La Siria e l'Iraq sono Stati disgraziati perché finiti nel mirino degli anglosionisti. L'Iraq era benedetto dalla sua posizione geografica e dai giacimenti di petrolio e gas naturale presenti a Mosul, Kirkuk e in altre località. L'Iraq era però diviso in almeno tre gruppi etnico-religiosi principali: i Curdi, indoeuropei e musulmani sunniti, nel Nord, i Sunniti al Centro, gli Sciiti nel Sud (con capoluogo Bassora o Basra). Vi erano anche minoranze cristiane (Assiri, Caldei eccetera). Numericamente, gli Sciiti erano più numerosi ma sottorappresentati politicamente. Il dittatore Saddam Hussein era stato sostenuto militarmente, economicamente e politicamente dagli Stati Uniti come baluardo in funzione antisovietica e antiiraniana dopo la Rivoluzione islamica del 1979 che in Persia (attuale Iran) detronizzò lo shah Reza Pahlavi e portò al potere l'ayatollah Khomeini. Tant'è vero che l'Iraq ottenne armamenti e aperture di credito per sostenere una lunga guerra (1980 - 1988) contro l'Iran per la conquista dello Shatt-el-Arab: questo conflitto si chiuse con un nulla di fatto e provocò milioni di morti. Saddam Hussein, a quel punto, per ripianare almeno in parte i suoi debiti internazionali, decise di invadere il Kuwait, ancor più ricco di giacimenti di petrolio e di gas naturale (1990 - 1991: Prima guerra del Golfo). A quel punto, intervenne una coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti d'America, ma che comprendeva anche l'Arabia Saudita, la Francia, l'Italia, il Regno Unito e altri Stati del Golfo Persico ostili all'espansionismo iracheno. Le truppe irachene furono bombardate e sconfitte, ma Saddam Hussein rimase al potere, nonostante l'embargo internazionale decretato dalle Nazioni Uniti contro l'Iraq, fino al 2003, anno in cui il Paese fu nuovamente invaso dai Marines USA. Da allora, l'economia e la società irachena non si sono più riprese dalle devastazioni belliche, dato che i bombardamenti hanno raso al suolo ospedali, scuole, ponti, strade e autostrade, aeroporti, stazioni radio, telefoniche, centrali elettriche.

    La Siria è un caso a parte. Bashar al-Assad è un esponente della minoranza alawita (una setta musulmana), mentre la maggioranza della popolazione siriana è sunnita, curda o drusa. Anche in Siria si viveva relativamente bene e in pace prima della guerra civile del 2011, fomentata dagli Stati Uniti d'America e da altre potenze straniere. Certo, vi era un alto tasso di disoccupazione giovanile, ma anche in Italia si assiste a questo fenomeno. Israele, gli Stati Uniti, la Turchia si inserirono nelle rivalità interetniche e interreligiose fra i vari gruppi presenti in Siria e reclutarono mercenari e tagliagole jihadisti da ogni parte del globo, addestrandoli e rifornendoli di armi e denaro. Soltanto grazie all'intervento militare della Russia e dell'Iran, il presidente siriano Bashar al-Assad è riuscito a restare al potere, tuttavia la maggior parte del territorio del Paese è stato devastato dai miliziani del Califfato islamico (ISIS), e le infrastrutture civili (ospedali, scuole, ponti...) di città antiche e famose, come Damasco e Aleppo, sono state distrutte o gravemente danneggiate dai bombardamenti.           

  • Anonimo
    4 mesi fa

    Prima della guerra ci si viveva bene!

  • Ci penserà il nostro bomber Giovanni il Teologo a tua disposizione 

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