La gente prova gusto a parlare dei problemi degli altri, che loro invece non hanno, considerando tali vittime come oggetti?

Vedo spesso l'atteggiamento di gente che spettegola "Lo sapevi che Tizio ha questo problema?", seguìto da manina sulla bocca e occhi vivaci, crogiolandosi come bambini tra le coperte, in stile "Meno male che non è toccato a noi", "Noi siamo giusti e lui è sbagliato, possiamo guardarlo dall'alto". Come se non bastasse, li considerano come qualcosa di lontano, di piccolo e dallo scarso valore, come una fauna da osservare, dimenticandosi (per convenienza) che si tratta di persone che soffrono. La cosa più amara è che questo accade spesso anche tra parenti.

3 risposte

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    Lv 7
    2 mesi fa
    Risposta preferita

    La chiacchiera è motivata dall'invidia. L'invidia consiste, anche, nel gioire delle disgrazie altrui. Non a caso è considerato un vizio capitale, e uno dei peggiori. Alcuni la definiscono la "radice di tutti i mali", come Cervantes. Sì, in pratica il meccanismo è quello descritto: quello del "meglio a te che a me", ma questo ha dei risvolti molto più perfidi del semplice "sollievo" al pensiero di non trovarsi nella stessa situazione. Dietro l'apparente compassione che si dimostra per l'oggetto del chiacchiericcio e del pettegolezzo, c'è una segreta goduria al saperlo in quelle condizioni (quali che siano), e perché quanto più l'altro è sventurato, tanto meno c'è la possibilità che si palesi la sua condizione fortunata o di superiorità, per qualunque motivo. 

  • Anonimo
    2 mesi fa

    Fossi in loro non riderei troppo dei problemi altrui pensando che a me non succederà mai niente. La vita può cambiare e come si dice, oggi a me, domani a te.

  • Fil
    Lv 7
    2 mesi fa

    Sono convinta che il bene è silenzioso ed agisce senza luci della ribalta ... hai ragione, esiste quella frangia disumana, visibile, sporca, fa notizia e copre la luce emessa dal bello .

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