Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 4 mesi fa

POTRESTE TRADURMI QUESTA VERSIONE? GRAZIE IN ANTICIPO?

Quam multos scriptores rerum suarum magnus ille Alexander secum habuisse dicitur! Atque is tamen, cum in Sigeo ad Achillis tumulum astitisset: "O fortunate" inquit "adulescens, qui tuae virtutis Homerum praeconem inveneris!" Et vere. Nam nisi Illias illa exstitisset, idem tumulus, qui corpus eius contexerat, nomen etiam obruisset. Quid? noster hic Magnus, qui cum virtute fortunam adaequavit, nonne Theophanem Mytilenaeum, scriptorem rerum suarum, in contione militum civitate donavit; et nostri illi fortes viri, sed rustici ac milites, dulcedine quadam gloriae commoti, quasi participes eiusdem laudis, magno illud clamore approbaverunt?

Itaque credo si civis Romanus Archias legibus non esset ut ab aliquo imperatore civitate donaretur perficere non potuit.

1 risposta

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  • 4 mesi fa
    Risposta preferita

    Quanti storici delle sue imprese si dice che avesse con sé quel famoso Alessandro il Grande! Eppure anche costui, quando si trovò al cospetto del tumulo di Achille sul Sigeo, disse: "Fortunato giovane, che hai trovato Omero come araldo del tuo valore!". E a buon diritto. Infatti, se non fosse sopravvissuta quella famosa Iliade, il medesimo tumulo, che aveva ricoperto il suo cadavere, avrebbe sepolto anche il nome. E che altro? Questo nostro Magno, che ha reso pari al suo valore la buona sorte, forse non ha fatto dono della cittadinanza a Teofane di Mitilene, storico delle sue imprese, dinanzi all'assemblea dei soldati; e quei nostri uomini valorosi, ma campagnoli e soldati, commossi da una certa dolcezza della gloria, per così dire partecipi della sua lode, non lo hanno approvato con grande clamore?

    Pertanto credo che se Archia non fosse cittadino romano in virtù delle leggi, non avrebbe potuto ottenere da qualche generale che gli venisse concessa la cittadinanza! 

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