Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaStoria · 2 mesi fa

Riassunto urgente prima guerra mondiale?

Domani ho un’interrogazione di storia sulla prima guerra mondiale, precisamente:

• attentato di Sarajevo di Francesco Ferdinando d’Asburgo

• guerra di posizione

• guerra per mare

• neutralisti/interventisti

• italiani in trincea

1 risposta

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    Lv 7
    2 mesi fa
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    Il 28 giugno 1914, durante una visita di Stato, il principe ereditario dell'Impero d'Austria-Ungheria, Francesco Ferdinando d'Asburgo, e sua moglie, furono assassinati a Sarajevo da terroristi serbi legati al governo di Belgrado. L'Austria-Ungheria inviò un ultimatum in più punti alla Serbia, che lo respinse. Dopo circa un mese, scoppiò la Prima Guerra Mondiale: la catena delle alleanze (Triplice Alleanza vs. Triplice Intesa) coinvolse quasi tutti i principali Stati europei (Germania, Austria-Ungheria, Impero Ottomano; Francia, Regno Unito, Russia, Belgio, Serbia, Montenegro). L'Italia si mantenne neutrale fino al 24 maggio 1915, per schierarsi al fianco delle Potenze dell'Intesa. A una breve fase iniziale, contraddistinta dalla guerra di movimento (i Tedeschi invasero in pochi giorni il Belgio, il Lussemburgo e la Francia settentrionale), fece seguito la guerra di posizione. Gli eserciti contrapposti scavarono profonde trincee che andavano dal Mare del Nord alla Svizzera: le linee difensive erano protette da reticolati di filo spinato, sacchi di sabbia, nidi di mitragliatrici, e vi erano bunker, casematte, ospedali da campo, magazzini, postazioni radio, telefoni da campo, obici e mortai. La guerra di posizione fu contraddistinta da sanguinose offensive (assalti frontali), precedute da intensi bombardamenti preliminari di artiglieria pesante, che si infrangevano contro le difese avversarie e provocavano decine di migliaia di morti e feriti. La guerra per mare, invece, vide il confronto tra la Kaiserliche Marine germanica e la Royal Navy: il più grande scontro navale della Prima Guerra Mondiale fu la battaglia dello Jutland, combattuta nel 1916, una vittoria strategica britannica. I Tedeschi, vista l'impossibilità di sopraffare la flotta di superficie britannica, fecero ampiamente ricorso ai sommergibili (U-Boote) per affondare il naviglio mercantile alleato e neutrale e affamare il Regno Unito, che da parte sua stava strangolando l'economia di guerra germanica con un blocco navale. 

    In Italia, per diversi mesi si fronteggiarono neutralisti e interventisti. I primi, che erano la maggioranza nel Regno e in Parlamento, sostenevano la necessità di mantenere l'Italia neutrale nel conflitto: erano neutralisti contadini, operai, artigiani, socialisti, anarchici, e buona parte del clero cattolico. I secondi, invece, erano una minoranza agguerrita, potevano contare sull'appoggio della Corona (re Vittorio Emanuele III) e del Governo Salandra, oltre che sulla propaganda di D'Annunzio contro Giolitti e i neutralisti. Erano interventisti gli studenti universitari, i grandi industriali e i nazionalisti, che anelavano alla conquista delle "terre irredente" di Trento, Trieste, dell'Istria e della Dalmazia.

    Quando l'Italia entrò in guerra, il 24 maggio 1915, si vide subito che la guerra sarebbe stata lunga e difficile: i soldati italiani, infatti, dovevano attaccare nemici che si erano trincerati in posizioni facilmente difendibili e più elevate rispetto alle loro. Il generale Luigi Cadorna decise di sferrare una serie di offensive sul fronte del Carso e dell'Isonzo ("battaglie dell'Isonzo"): esse costarono centinaia di migliaia di morti e feriti e fruttarono guadagni territoriali irrisori, il più importante dei quali fu la presa di Gorizia nel 1916. Austro-Ungarici e Tedeschi, però, nell'ottobre del 1917 organizzarono una violenta offensiva contro le posizioni italiane, che furono sfondate a Caporetto. L'esercito italiano dovette ripiegare in disordine dall'Isonzo sino al Piave, abbandonando in mano nemica depositi, munizioni, cannoni, equipaggiamento, feriti e prigionieri. Il fronte italiano fu forse il peggiore della Prima Guerra Mondiale, perché i fanti dovevano combattere non solo contro il nemico austro-ungarico, ma anche contro il gelo, la neve, il ghiaccio e le valanghe delle Dolomiti, la pioggia, la sete, la fame, il caldo, la sporcizia, i pidocchi, le malattie.         

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