Lord Brummel ha chiesto in Arte e culturaStoria · 2 mesi fa

Se a Teano e in Trentino Garibaldi non avesse obbedito ai Savoia avremmo avuto una Repubblica con 75 anni di anticipo?

Aggiornamento:

Sarebbe stata una bella ipotesi 

3 risposte

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  • ?
    Lv 7
    2 mesi fa
    Risposta preferita

    ma quando mai, Mazzini era lontano, e non sapevano in Italia neanche cosa fosse Repubblica, abituati agli spezzettamenti avrebbero fatto la guerra tra di loro come sempre tra i potenti

  • 2 mesi fa

    francamente me ne infischio

  • 2 mesi fa

    Il momento più propizio per l'instaurazione di una Repubblica in Italia sarebbe stato nel settembre 1860, quando Garibaldi e le Camicie Rosse avevano conquistato l'ex Regno delle Due Sicilie e rimanevano da liquidare soltanto le sacche di resistenza borboniche delle cittadelle di Gaeta, Messina, Civitella del Tronto. Garibaldi, però, aveva assunto la dittatura della Sicilia in nome e per conto del re Vittorio Emanuele II di Savoia, passando dalle giovanili convinzioni repubblicane e mazziniane a posizioni monarchiche e filosabaude in età matura. In ogni caso, se l'Eroe dei Due Mondi avesse provato a istituire una Repubblica nelle province insulari e peninsulari dell'Italia meridionale, puoi star certo che Cavour e il re Vittorio Emanuele II non sarebbero rimasti a guardare con le mani in mano. I Piemontesi avrebbero inviato un corpo di spedizione per sbaragliare non solo i papalini e i legittimisti borbonici, ma anche e soprattutto i repubblicani garibaldini: e generali come La Marmora e Cialdini erano spietati e inflessibili nell'esecuzione degli ordini loro affidati, come si vide poi nella repressione del brigantaggio nell'Italia meridionale. Una seconda Repubblica Napoletana, pertanto, avrebbe avuto vita breve, e soprattutto sarebbe mancato il sostegno dei latifondisti aristocratici, dei borghesi e delle masse rurali. Quanto alla Terza guerra d'indipendenza, nel 1866 Garibaldi non possedeva più l'autonomia di cui godeva durante la Spedizione dei Mille e, nonostante le vittorie riportate in Trentino dai Cacciatori delle Alpi, il re Vittorio Emanuele II non gli avrebbe mai permesso di marciare su Trento o su Vienna.      

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