Il valore di una citazione dipende dalla citazione stessa o dipende dall’uomo che ha fatto quella citazione?

Einstein dichiarò in due momenti diversi: << La religione senza la scienza è cieca, la scienza senza la religione è zoppa >> […] << La memoria è l’intelligenza degli stolti >>.

Quelle due dichiarazioni possono essere paragonate a delle opere d’arte, nel senso che sono due creazioni che in qualche modo rimandano alla personalità dell’autore? O più semplicemente sono due oggetti assestanti a cui Einstein si è imbattuto e che ci ha riferito alla sua maniera? 

Per cambiare personaggio, Hitler in due momenti diversi (anche lui) ha detto: << (1) Il Vaticano predica la bontà, ma sotto questo slogan ha bruciato milioni di persone. >> […] << Più grande è la menzogna, più grande è la probabilità che venga creduta. >>

Anche qua, quelle due frasi sono delle creazioni partorite dalla particolare mente di Hitler? O l’autore è stato un tramite: una persona che nel viaggio della sua vita ha visto delle cose e che poi ha cercato riferire ai suoi posteri?

Per sintetizzare …

Possiamo sostenere che le due frasi di Einstein sono sicuramente più vere delle due frasi di Hitler, poiché Einstein è un simbolo positivo mentre Hitler è un simbolo negativo???

O magari abbiamo i mezzi per poter fare le pulci a quelle quattro citazioni: la prima frase di Einstein è una ipocrisia (non era il suo vero pensiero); la seconda è una sincerità … la prima frase di Hitler è sentita; la seconda è una forzatura (una via di mezzo tra ipocrisia e sincerità)???

Aggiornamento:

Anonimo - io condivido al 100% quello che hai scritto! Però il senso della mia domanda era un altro e provo a dirlo in quest'altra maniera.

Per avvalorare la nostra religione (o ragione) tutti noi siamo soliti ricorrere a delle citazioni, ma la domanda è:

NOI ─ L’UTENTE MEDIO E NON NOI-NOI ─ RIPORTIAMO UNA CERTA CITAZIONE PERCHÉ LA CONDIVIDIAMO IN TOTO O PERCHÉ È UNA CITAZIONE << SICURAMENTE VERA >> … IN QUANTO FARINA DEL SACCO DI TIZIO E NON DEL SACCO DI CAIO???

Aggiornamento 2:

La tua risposta – MORA – è stata (finora) la più esaustiva, hai capito che io alludevo all’irrazionalità intesa come sciocca faziosità.

A tal proposito vorrei ricordare che certe filosofie (l’anarchismo, la pignoleria, il comunismo, la religiosità, l’agnosticismo) sono globali e in un certo senso sono loro ad aver scelto noi e contro la nostra volontà: se siamo anarchici non lo siamo solo quando beviamo il te della sera, lo siamo sempre … perfino quando SOGNIAMO nel vero senso della parola.

Aggiornamento 3:

Dunque l’anarchico onesto (non fazioso) non punterebbe mai la sua attenzione su una frase in particolare di Einstein, nemmeno se fosse una dichiarazione esplicita del tipo << Io sono anarchico >>, ma punterebbe la sua attenzione su una marea di piccoli e insignificanti dettagli.

Aggiornamento 4:

Figlio Della Terra … è chiaro che io condivido quello che hai scritto. Ma secondo te, la gente fa le "pulci" alle citazione dei miti buoni? Tu mi potresti fare un esempio in cui lo hai fatto? 

Sbaglio o nella nostra testa i pensieri dei "giusti" sono inviolabili: << non è possibile fare un processo alle intenzioni! >>E questo fino a quando non voltiamo l'angolo e non parliamo del nostro vicino di casa: << Ha detto che non è mai stato raccomandato, ma ha mentito sapendo di mentire! >>

6 risposte

Classificazione
  • mora
    Lv 4
    2 mesi fa
    Risposta preferita

    Grazie Antonio

    Se mi piace una citazione è perché mi piace la sostanza non necessariamente chi l'ha detta.

    Vale anche in politica, pure se un politico non mi piace non significa che non condivida niente di lui invece secondo alcuni, se una cosa l'ha detta quel tale, è sbagliata a prescindere. Allo stesso modo alcuni giudicano colpevole o meno qualcuno in base a percezioni e simpatie.

    Questa è fede, tifo, irrazionalità.

    Il principio di autorità può valere su alcune conoscenze e neanche sempre ma si dovrebbe entrare nel merito delle idee e di certe questioni.

    E oltre all'essere condizionati dalla paternità di un'affermazione, molti lo sono pure dalla forma. Se due dicono la stessa cosa non sempre certa gente ha la stessa opinione delle due versioni. 

    Dipende inoltre anche dal momento in cui una cosa viene detta, dalla emotività di chi ascolta.

    Per me, che sia di un utente qui o di chicchessia, è l'idea che valuto.

  • Le citazioni, a mio modo di vedere, sono semplici frasi di altri e come tali devono esser trattate. In sostanza, se le avesse dette tutte e quattro Pinco Pallino o Pinco Pallone non farebbe alcuna differenza in quanto ciò che conta è il contenuto, non chi le proferisce. Per usare una citazione di un antico egizio "Una parola perfetta è nascosta più delle pietre preziose. Essa si trova nei pressi dei servi che lavorano al mulino di pietra".

    Personalmente (e qui riconosco l'apparente paradosso) quando cito qualcuno lo cito perché concordo con il senso della frase, indipendentemente che sia "faraone" o "servo che lavora al mulino di pietra". Credo che il concetto di autorità sia una cosa ridicola... per fare un esempio, nessuno nega l'importanza storica di Galeno o la sua assoluta genialità rispetto ai mezzi che aveva a disposizione, ma a fidarci della sua autorità dovremmo ignorare la distinzione tra circolazione arteriosa e venosa.

    @Certo, lo ho fatto anch'io anche se al momento non mi viene in mente (ma sono sicuro al 200% che mi sia capitato anche più di una volta). È un meccanismo della nostra testa, una scorciatoia mentale, che porta a considerare più affidabili le persone simpatiche e buone. Conta che (almeno secondo lo stato attuale delle conoscenze scientifiche sull'argomento) la mente tende ad andare al risparmio e, usare queste scorciatoie invece che essere riflessivi fa risparmiare tantissimo in termini di tempo ed energie mentali. Tuttavia quando si hanno sufficienti energie o risorse mentali, o sufficiente accesso ad esse, la ragione dovrebbe da guida e non l'istinto. Purtroppo non riesco sempre a farlo, ma ci provo.

  • 2 mesi fa

    Anonimo, ti ricordo che Einstein non scrisse mai di suo pugno << sono agnostico >>, scrisse semmai << Puoi chiamarmi agnostico, ma non condivido lo spirito crociato dell'ateo professionista >> e quella frase è da intendersi: << Mi sono più simpatici gli agnostici, rispetto alla maggioranza degli atei!>>

    Tuttavia quella frase non significa nella maniera più assoluta: << Io so che non si può sapere se dio esiste e dunque sospendo le mie ricerche sul conto di quell'essere! >>.

    Inoltre è vero che scrisse << Non sono mai stato comunista >>, ma l'accusa di comunismo (durante il maccartismo) non era un'accusa alla quale si poteva rispondere << Eh beh??? >>. No-no, nella migliore delle ipotesi si finiva in galera e si diceva addio alla propria carriera.

    Dunque quel << Non sono mai stato comunista, ma se lo fossi stato non me ne vergognerei. >> assomigliava ad una ben nota abiura del 1600.

    Certo - certo, meglio la galera (e poi una coltellata nella pancia da un detenuto che da lì a breve smetterà di essere detenuto) piuttosto che quello che succede in Cina! Tuttavia io preferisco la ragione alla demagogia.

  • 2 mesi fa

    vale se chi la ascolta  gradisce e la fa sua, un po' come un quadro: vale se ti piace.

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  • Anonimo
    2 mesi fa

    Direi dalla citazione stessa, darei il massimo valore anche alla citazione di un qualunque PInco Pallino se questa citazione mi convincesse della sua validità.

  • Priest
    Lv 5
    2 mesi fa

    Nel nome del Padre del figlio è spirito Santo

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