Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaStoria · 2 mesi fa

Come mai i popoli dell'Europa antica si sono estinti tutti?

I norreni estinti, i suebi estinti, i goti estinti, i celti estinti, in italia c'è stata un'ecatombe di popoli: venetici, reti, longombardi, osci, tutti estinti. Perfino i latini si sono estinti! Cioè uno dei più grandi popoli della storia! Nessuno ha conservato la lingua, né la religione, né la cultura, né niente. 

Alcuni popoli di oggi hanno nomi uguali o simili ai popoli del passato ma di fatto non sono quel popolo. I sardi di oggi non sono in nessun modo i sardi storici, i siculi di oggi non sono i siculi del passato (e probabilmente alcuni siciliani di oggi non hanno nulla a che fare con quei siculi). 

Possibile che in Europa nessun popolo sia riuscito a mantenere la propria lingua (a parte qualche rara eccezione) e i propri usi e costumi fino ad oggi? 

Se penso per esempio agli ebrei, quelli hanno conservato la lingua (ripristinandola!), la religione e le tradizioni per millenni! Come mai loro, sballottolati per il mondo, sono stati più conservatori di tutti i popoli europei che hanno subito e accettato assimilazioni e sradicamento della propria identità? 

4 risposte

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  • Anonimo
    2 mesi fa
    Risposta preferita

    La risposta essenzialmente è: per opera della mèrda del cristianesimo. La chiesa ha trucidato chiunque, cancellando religioni millenarie. Ha costretto tutti a un pensiero unico, fondato sulla sottomissione a una famiglia ebraica, trasformata in divinità per tutti i goyim. 

    Le monarchie assolute, e poi meno assolute, hanno fatto il resto, creando i nazionalismi. Infatti "nazione" dovrebbe significare insieme di persone che condivide uno stesso patrimonio linguistico e culturale, ma nel significato moderno indica popoli diversi condotti a un'omologazione, in modo che si crei un unico popolo più facilmente controllabile. 

  • 2 mesi fa

    un solo popolo esiste da sempre, dai tempi della mela ad oggi, 6.000 anni, e conserva le sue tradizioni, tutti gli altri, romani, egizi, aztechi, cartaginesi, unni, goti etc etc sono tutti scomparsi. Sai perché? Perché quel popolo è razzista, e non si mescola con gli altri, azi, si ritiene il popolo eletto.

  • ?
    Lv 7
    2 mesi fa

    Nemmeno gli Ebrei sono riusciti a preservare intatta la loro lingua per millenni. L'ebraico parlato attualmente in Israele è una creazione contemporanea e non ha nulla a che vedere con l'ebraico biblico o con l'ebraico parlato nella Palestina romana del I secolo d.C. al tempo di Gesù. L'ebraico è sopravvissuto per secoli come lingua sacra, più o meno come il latino per la Chiesa Cattolica fino al Concilio Vaticano II (1962 - 1965). Gli Ebrei erano e sono tendenzialmente razzisti e poco proclivi ai matrimoni misti.

    I popoli italici non si sono estinti, bensì si sono omologati o assimilati fra loro in seguito alla conquista romana: hanno appreso il latino e hanno abbandonato nel giro di poche generazioni i loro idiomi tribali o nazionali. Ciò vale per Reti, Camuni, Veneti, Etruschi, Sanniti, Galli, Umbri, Osci, Volsci, Liguri eccetera. I Romani hanno deportato i Liguri in Campania per fiaccarne l'indomita resistenza. Altri popoli sono stati sterminati o ridotti in schiavitù, ma ai Romani in genere non interessava l'annientamento fisico (o genocidio, come lo chiameremmo oggi), perché altrimenti non avrebbero avuto sudditi da tassare, da amministrare e da cui attingere reclute per le truppe ausiliarie. Erano un popolo pragmatico.

    Per quanto riguarda gli altri popoli che hai menzionato, l'integrazione o assimilazione è avvenuta in parte per impulso della Chiesa Cattolica (nel caso di Longobardi, Visigoti, Franchi, Svevi, Burgundi, Angli e Sassoni eccetera), per favorire la convivenza fra Latini e Germani, in parte si è avuta naturalmente: in caso contrario avremmo dovuto avere una segregazione razziale o etnica (un apartheid) fra vinti e vincitori, che avrebbe indebolito i regni romano-germanici, come accadde nel caso dei Vandali e degli Ostrogoti. Invasioni, matrimoni interetnici, inculturazione sono fenomeni storici che si sono sempre verificati, e che hanno portato alla nascita di nuove culture e civiltà. I regni medievali e le monarchie assolute del XVII e XVIII secolo hanno progressivamente eliminato le diversità regionali per imporre un modello di coesione e di uniformità amministrativa. Basti pensare alla Francia di Antico Regime, in cui vi erano decine di lingue e dialetti diversi parlati da Bretoni, Normanni, Corsi, Alsaziani, Baschi, Provenzali e via discorrendo. Il colpo di grazia, però, è stato assestato dalla Rivoluzione Francese e dagli Stati nazionali sorti in Europa nel XIX e XX secolo, che hanno definitivamente cancellato la diversità linguistica e religiosa presente per secoli nei regni e negli imperi del Vecchio Continente, per omologare i cittadini attraverso la centralizzazione, l'imposizione di una lingua comune (di solito il dialetto parlato nella capitale), l'istituzione del servizio di leva obbligatorio e della scuola pubblica, obbligatoria e gratuita. Solo Baschi e Ungheresi hanno conservato in buona parte la propria identità etnico-linguistica.      

  • 2 mesi fa

    Globalizzazione, relativismo...

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