Per chi ama le lingue?

Qual’è la lingua più difficile che possiate conoscere, a vostro parere...

A mio parere è il Georgiano...

Il Georgiano è una lingua che ha un sistema verbale molto irregolare e complesso, ha diversi casi di declinazione e ha pure delle caratteristiche fonologiche molto difficili da imparare...

La più difficile qual’è secondo voi?

Aggiornamento:

Muflone

Beh, il Cinese è difficile più che altro per la scrittura, perché la sua grammatica, poi, è parecchio facile; il georgiano ha sia una scrittura molto complicata (ha un alfabeto molto diverso da quello Greco, dal quale prendono pure spunto l’alfabeto Latino e, in parte, anche il Cirillico) e una grammatica assolutamente difficile

Aggiornamento 2:

Anonimo

Se pensi che il georgiano non sia difficile, ti metto questa:

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Grammatica_georgia...

E inoltre sappi che pure il Georgiano ha delle particolarità fonologiche e ha pure una scrittura molto particolare, che non è per niente facile da ricordare per chi non è nativo:

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Alfabeti_georgiani

La lingua !Xóõ potrà anche essere molto difficile da pronunciare perché tonale, ma se si tratta di grammatica il Georgiano è complicatissimo

Aggiornamento 3:

Sashimi San

Il fatto che l’Ungherese sia una lingua così complessa ed inaccessibile tra l’altro, da come ho sentito dire, lo rende pure una lingua più difficile dell’Arabo o il Giapponese...

Riguardo l’Arabo:

L’Arabo ha un sistema di scrittura fottutamente incomprensibile, perché ogni lettera è attaccata all’altra e ha forme diverse (iniziale, mediana, finale e isolata) e poi, le lingue semitiche, apparte però il Maltese (che usa il Latino), non hanno neanche le vocali nel loro alfabeto

Aggiornamento 4:

Sashimi San

Il Russo lo studio ed è grammaticalmente una lingua difficilissima e potrei fare le 3 di notte per dirti quanto lo possa essere e il Polacco è pure una lingua veramente difficilissima da scrivere e anche da pronunciare...

Riguardo l’Islandese, ti posso dire che è anche una lingua con una struttura molto ancestrale, molto ferma alla forma antica delle lingue Scandinave attuali, il Norreno, che aveva tipo 9 tipi di declinazioni e per questo, molti Islandesi riescono pure a capirlo

Aggiornamento 5:

Sashimi San

Le lingue Celtiche sono un po’ come l’Inglese, nel senso che le parole che scrivi non si pronunciano allo stesso modo in cui le scrivi e poi quando sono scritte sono stranissime...

Il Cinese, se si tratta di pronuncia, non ne parliamo e questo anche per il fatto che ha molte varianti e le tonalità, a seconda delle varianti stesse, variano anche per numero, come ad esempio lo Yue, che in confronto al Mandarino (che ne ha 4), ha 7 tonalità

Aggiornamento 6:

Sashimi San

Riguardo le lingue Ugrofinniche, quelle sono assolutamente bestialissime, nel senso...

Come ***** fai ad imparare una lingua che ha ben 14 casi di declinazioni? Ma poi l’Estone è pure una lingua che unisce più di una fottuta vocale in una parola sola

Aggiornamento 7:

Anonimo 2

Che troll

Aggiornamento 8:

Sashimi San

Le lingue Celtiche le ho paragonate a quelle germaniche per il modo in cui vengono pronunciate e le ho paragonate in particolare all’Inglese, perché l’Inglese è una lingua che non viene letta come la scrivono e il Polacco, tra l’altro, lo definisco anche come il “Francese dell’Est”, perché come il Francese è difficile da scrivere e (in alcuni casi) da pronunciare e ha pure dei suoni fortemente nasali

Aggiornamento 9:

Un’altra lingua che potremmo definire difficile è anche il Lituano, perché è una lingua che presenta diversi casi di declinazione e ha pure un lessico molto arcaico

Aggiornamento 10:

Sashimi San

L’abjad, conosco questo sistema di scrittura e viene usato anche nell’Ebraico

5 risposte

Classificazione
  • 1 mese fa

    qualcuno mi ha preceduto, l' Ungherese. Frequento Ungheresi da anni e anni e riesco a malapena ad intuire qual' è l' argomento del discorso

  • 2 mesi fa

    Personalmente ho avuto una pessima esperienza con l'ungherese: senza andare troppo lontani con l'Asia e l'Africa, si tratta di una lingua incredibilmente complessa e con un lessico assolutamente inaccessibile per noi italofoni (non essendo una lingua indoeuropea, sarebbe impossibile da capire pure per chi parla altre lingue). 

    Per il resto, occorre ricordare che occorre considerare 1) la lingua madre di chi si approccia allo studio delle lingue (perché una maggiore o minore vicinanza alla lingua straniera oggetto di studio fa) e 2) i singoli piani di analisi linguistica. 

    Consideriamo inglese e danese: due lingue morfologicamente semplici che non pongono vistosi problemi di padronanza, soprattutto l'inglese (il danese è un po' più complesso, ma chi lo parla sa benissimo che la sua grammatica non è di certo paragonabile a quella dell'islandese o del russo). Eppure dal punto di vista fonologico non hanno senso: paradossalmente, l'inglese è ancora più illogico e imprevedibile del danese. Persino gli insegnanti di lingua possono avere delle importanti difficoltà di pronuncia quando si trovano davanti un termine nuovo. 

    Una lingua come il tedesco, al contrario, si rivela più complicata dal punto di vista morfologico, ma la sua pronuncia è veramente semplice. 

    Vi sono poi lingue come l'islandese che presentano un alto tasso di complessità grammaticale, sebbene esista sempre di peggio, e una difficoltà fonologica di livello intermedio: le vocali non danno esiti incerti come in inglese e danese, ma il sistema consonantico prevede una certa alternanza di sonorità e sordità poco prevedibile in effetti (nel senso che le consonanti sonore possono essere sorde in base all'ambiente in cui si trovano, e viceversa, ma possono cambiare anche di qualità: per esempio il nome del celebre drago Fáfnir si pronuncia all'incirca "faupnirth", in cui f > p e si vede l'aggiunta del suono th in fine di parola non notato dalla grafia). 

    Salendo di grado, lingue decisamente più complicate sono quelle slave e, soprattutto, quelle celtiche, che vantano una morfologia peculiare (non complessa, ma comunque molto diversa) e un sistema fonologico molto più complicato. 

    Tra le lingue slave, più del russo, restano difficili polacco (ricchissimo di forme irregolari nella declinazione) e bulgaro, caratterizzato dalla perdita quasi totale dei casi di declinazione e dal mantenimento di un ricchissimo sistema verbale (caso unico tra le lingue slave, che generalmente distinguono solo tra presente, passato e futuro) sempre accompagnato dal sistema aspettuale, il che rende la padronanza del sistema verbale molto complesso per un parlante non nativo. 

    Tra le lingue non indoeuropee d'Europa vanno segnalati sicuramente il basco e le lingue ugrofinniche; tra le varie, finlandese e ungherese restano più difficili rispetto all'estone e alle lingue lapponi. 

    Estendendoci al mondo intero, troviamo l'arabo, la cui padronanza è resa difficile in primo luogo dal sistema dei dialetti (usati dagli immigrati). La grammatica araba è molto complessa e il lessico è pure molto ricco e variegato, sebbene il sistema di scrittura, a conti fatti, richiede abbastanza tempo per essere appreso ma non risulta poi così complicato come si potrebbe pensare. Occorre solo abituarsi a pensare in maniera diversa: con una grammatica "strana" che distingue pure tra un "tu" maschile e femminile e che impone di leggere non solo da destra verso sinistra ma anche di sfogliare un libro al contrario. 

    Il cinese è un meraviglioso incubo fatto di toni e caratteri, ma la sua grammatica non è nulla di chissà che (ha parecchi tratti isolanti che lo fanno assomigliare quasi all'inglese, in cui la sintassi prevale sulla morfologia). Io personalmente troverei più difficili giapponese e, soprattutto, coreano, in cui alle difficoltà della scrittura si accompagna una morfologia decisamente più complessa e pure un sistema lessicale peculiare e ampio (pronomi personali e suffissi onorifici che variano in base alla condizione degli interlocutori, classificatori che variano in base all'oggetto da quantificare ecc). 

    Il peggio del peggio potrebbe stare nelle due Americhe, dove si parlano lingue polisintetiche dotate di una grammatica realmente complessa.

     

    *********************************

    Figurati che io il russo lo insegnavo... per questo posso dirti che, se paragonato ad altre lingue slave, non è "difficile", ma solo perché c'è di peggio. Che per noi italiani resti comunque un incubo è un dato di fatto: semplicemente è più schematico, mentre il polacco, pur essendo meno complesso del russo, ha maggiori casi di irregolarità. Altre lingue slave, come quelle meridionali (con l'esclusione del bulgaro e del macedone), presentano una grammatica più regolare e un po' meno complicata (il serbo-croato ha appunto questa peculiarità). 

    Le lingue celtiche non hanno proprio nulla a che fare con le lingue germaniche: esistono regole di coalescenza e di assimilazione che neanche l'inglese conosce. 

    La scrittura araba (che non si può definire alfabetica, tecnicamente si chiama abjad) può essere strana e forviante sulle prime, ma una volta capito il procedimento non è questo grandissimo incubo, sebbene richieda il giusto tempo di apprendimento. 

  • Anonimo
    2 mesi fa

    La lingua !Xóõ. Sembra una lingua extraterrestre. Ha più di 80 consonanti. Molte delle quali impronunciabili ed è perfino una lingua tonale. Al confronto, il georgiano sembra l'esperanto. 

  • 2 mesi fa

    Il cinese mandarino credo

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  • Anonimo
    2 mesi fa

    Un pompyno è il miglior modo per usare lingua

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