Come si fa a trasformare l’invidia in ammirazione? E che ruolo riveste l’orgoglio in questo caso? Grazie?

2 risposte

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  • 2 mesi fa

    Nonostante, nella maggior parte dei casi, l'invidia è dettata dalla cattiveria,

    esistono tuttavia delle eccezioni come quella di cui parli nella tua domanda...

    ovvero casi in cui alla base c'è soprattutto una buona dose di ammirazione.

    Questa forma di invidia , è possibile solo quando esistono una grande stima

    ed ammirazione nei confronti della persona...

  • Anonimo
    2 mesi fa

    Riconoscendo una propria mancanza, in sostanza. E mettendosi nell'ordine delle idee di "apprendere" da chi invece è riuscito.

    L'orgoglio va taciuto dall'oggettività.

    Esempio:

    Non ti nascondo che subito ero invidioso di 'sto mio amico: questo periodo di lockdown/coprifuoco lo sta vivendo alla grande col gentilsesso. Sicuramente si sollazza con un paio di ragazze. E' un ragazzo comunque gradevole, non un "playboy". Nella media diciamo. Quindi non è questione di mera "bellezza".

    Ma è uno che comunque si da da fare, corteggia e "tenta" con tutte le sue forze. 

    Io, di mio, non ho questi stimoli e dunque non mi comporto come lui; e dunque non c'è da stupirsi se non ottengo i suoi stessi risultati. Cercherò di apprendere la sua "tecnica", interpellandolo (nello specifico sono emerse basse aspettative estetiche e ragazze facilotte; ma è lo spirito, il "messaggio", che va "copiato").

    La mia invidia iniziale è diventata ammirazione. Perché lui comunque ha fatto un qualcosa grazie ad una prerogativa caratteriale e "di coraggio" (meglio faccia come il deretano) che a me mancano. Anzi, non le ho mai avute.

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