Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 mese fa

Qual è il vostro credo religioso? Come lo definite?

In questa sezione ci sono tutti i tipi di credenti e non credenti. Mi piacerebbe sapere qual è il vostro credo e avere anche i dettagli. Se c'è qualcuno di voi che ha un credo diverso magari un credo che neanche si trova tra le religioni riconosciute. Se c'è qualcuno che ha un credo pagano specifico sarei curioso di sapere. Rispondete in modo dettagliato senza fare polemiche con le risposte altrui... la domanda non vuole screditare i vari credi o etichettarne uno come giusto o sbagliato ma avere una panoramica ricca e pacifica dei diversi approcci a Dio o all'ateismo....

Raccontate sono cuoriso... Pongo alcune mini domande per facilitare la formulazione delle risposte...Come definire il vostro credo? Se è una religione riconosciuta (o se lo era secoli fa) com'è nata? Come lo hai conosciuto? Quali riti prevede? È comunitario o lo pratichi singolarmente? Attendo vostre risposte... 

21 risposte

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  • Risposta preferita

    Mi considero Ellenico (ossia appartenente alla Religione Romana nella riformulazione tardo-imperiale, così chiamata da Flavio Claudio Giuliano). Personalmente lo considero una delle tante Vie che conducono allo stesso Sublime Mistero, precisamente una via data a noi che abitiamo l'Europa e in particolare l'Italia... l'Ellenismo è nato dalla rilettura della religione Romana (che a sua volta nasce dalla rilettura comune di varie correnti religiose presenti sul suolo italiano, poi venendo influenzata dalla cultura greca e quella etrusca e poi dalla religiosità di altri terreni annessi all'impero, ad esempio il culto solare di Emesa annesso a quello Romano di Sol Invictus), rimanendo al contempo lo stesso credo ed essendo uno nuovo in cui ciò che prima era implicito è stato strutturato, personalmente lo ho conosciuto anni fa al liceo, senza nemmeno averne coscienza: prima un trafiletto di approfondimento su un libro di storia, letto quasi per caso (dato che gli approfondimenti non li leggevo spesso) e ho riconosciuto nel suo pensiero il mio. Più tardi invece, poiché eravamo indietro col programma, il prof. di filosofia ci diede delle dispense riassuntive su Plotino, Porfirio e il Neoplatonismo di età Imperiale, e incuriosito da quelle mi studiai l'argomento sul libro per conto mio provando ancora quella sensazione (ma non solo, solamente che il resto è difficile da spiegare a parole), successivamente, dopi la fine del liceo (quando accettai la mia religiosità), iniziai una fase di ricerca spasmodica di libri di autori di quel credo per studiarli e ragionarli, o anche di studiosi che ne parlavano per avere una idea neutrale a riguardo. Prima di ammettere a me stesso di credere a ciò tuttavia passò ancora qualche anno da quegli incontri sui libri scolastici (ma questa è una altra storia). Di riti ne prevede molti, ma da officiare comunitariamente, e non avendo più un culto pubblico, preferisco evitare piuttosto che distorcere. Discorso diverso per il culto privato, che non prevede collegi sacerdotali e templi. In ogni caso cerco di mantenere l'aspetto più importante del credo: cerco il più possibile di mantenere Virtuoso il comportamento.

  • atea al 100%   

  • 1 mese fa

    Io mi definirei deista.

  • ?
    Lv 4
    1 mese fa

    Non so se esiste una definizione.

    Si può riassumere così: molto probabilmente non esiste alcun Dio. Se anche dovesse esistere, non mi piacciono i suoi principi, il suo comportamento ed il fatto di dover venerare chicchessia. Quindi...lui per la sua strada, io per la mia

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  • La misantropia, "credo" che il genere umano ora più che mai non abbia il diritto di esistere. 

  • Anonimo
    1 mese fa

    Cistiano protestante

    Un credo in cui si segue solo la Parola di Dio e nient'altro. Ci sta il pastore che spiega la Parola ma la sua interpretazione non vincola nessuno perchè unica autorità è la Parola.

    Ci sono nato dentro, battezzato sin da piccolo quando avevo 4 mesi. Mi sono allontanato intorno ai 15 anni (senza però perdere le amicizie con i fratelli) e poi verso i 40 mi sono riavvicinato.

    Il credo è comunitario. Celebriamo il culto in chiesa dove il pastore spiega la parola e ognuno puo dare testimonianza. Ci sediamo a mensa per la Cena del Signore e mangiamo il pane. 

    Il credo oltre a essere comunitario è anche individuale il rapporto personale con Dio continua. 

    Prego 3 volte al giorno con i salmi e prima di andare a letto leggo la Parola e medito

  • Anonimo
    1 mese fa

    Buddhista della Soka Gakkai Internazionale

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  • 1 mese fa

    Mi definisco panteista, anche se in verità la mia concezione religiosa ha punti in comune con il deismo e con panenteismo.

    Sono arrivato a questa mia concezione dopo aver esplorato varie vie,trovando che le religioni cosiddette rivelate non siano altro che invenzioni fatte da chi voleva avere il potere, invenzioni che andava a innestarsi su delle basi a cui l’uomo era già arrivato per logica.

    La mia non è una religione con una struttura sacerdotale, con templi, chiese, duomi, con figure da venerare.

  • 1 mese fa

    Definisco il mio credo "Anarco-individualismo teologico" (non c'entra nulla con l'anarchia in ambito politico)

    Non mi riconosco in nessuna religione e non sono stato iniziato in nessuna religione quando ero piccolo perché i miei erano (e sono tutt'oggi) atei. Per me la religione è solo il rapporto del singolo e della sua ragione con la divinità, respingo l'idea di un'autorità religiosa che deve "confezionare" le cose da credere. Unica legge che seguo è quella civile.

    Riti? Nessuno. Preghiere? Prego Dio in modo autonomo e libero. Testi sacri nessuno. Ho letto tutta la bibbia diverse volte ma non la ritengo un libro sacro. Ho fatto lo studio con mio cugino testimone di geova 10 anni fa ma non è riuscito a indottrinarmi perché mi ero reso conto che stava solo ripetendo a memoria insegnamenti preconfezionati dalla sua autorità religiosa inoltre certi insegnamenti sono in contrasto con la bibbia (che ritengono sacra!)

    Il mio non è un credo comunitario e non è neanche polemico, non mi metto a litigare con altri credenti per dimostare questo o quello perché lo ritengo inutile... ogni dottrina per me è umana. Questo non vuol dire che non abbiano sani principi etici che spesso concordano con i miei. Le dottrine non sono negative, non ho mai detto questo, le ritengo vie per raggiungere l'unico Mistero, ma sono umane... essendo umane non sono vincolanti e si è liberi di seguire la propria cioè quella della propria ragione (la ragione è un dono di Dio per raggiungere Dio)

    Ho maturato questo credo attraverso la riflessione, prima ero ateo poi attraverso la riflessione mi sono reso conto che la mia ragione convergeva verso l'esistenza di Dio, il mio "mentore" (se così posso definirlo) è stato Aristotele, la sua riflessione sul motore immobile mi ha motivato a credere nell'esistenza di Dio. Mi hanno convinto anche le vie di cui parla Tommaso d'Aquino. Tuttavia non ho mai seguito una religione ufficiale perché ritengo che il rapporto con Dio sia personale e basta, senza mediazioni. Ho definito il mio credo "Anarco-individualismo Teologico" prendendo spunto dall'anarco-individualismo ma l'ho "convertito" alla religione, in particolare alle autorità religiose che riconosco come semplici istituzioni da non seguire. Privilegio il rapporto del singolo con Dio

  • Anonimo
    1 mese fa

    Sono cattolico. Non serve spiegarlo perchè il più conosciuto. Vado a messa la domenica e prego con la liturgia delle ore la mattina, il pomeriggio, la sera e prima di andare a letto. Faccio un'ora di lettura e meditazione della Bibbia ogni sera e ogni tanto dico un rosario

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