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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Politica e governoPolitica e governo - Altro · 5 mesi fa

Se l'Amazzonia è un bene di tutta l'umanità è plausibile che il resto del mondo intervenga militarmente a fermare la scellerata distruzione ?

Aggiornamento:

@Davy. Quindi se il problema è il sovrapopolamento non è una fantonia quello che sostengono alcuni di dover ridurre la popolazione mondiale della metà rispetto a quella attuale. La domanda è su quali parametri si deciderà tu sì tu no?

15 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    5 mesi fa
    Risposta preferita

    I parametri sono dettati da chi ha il potere, ossia le armi più potenti. L'Amazzonia è ridotta malissimo, e questo a causa delle multinazionali. La fame non c'entra, perchè le masse si spostano e vanno nelle grandi città. C'erano vasti appezzamenti di terreno colmi di animali e piante tropicali di ogni genere che sono stati rasi al suolo dalle ruspe brasiliane per prelevare minerale o per fare posto ai germogli di palma da cui si estrae l'olio per le industrie dolciarie locali e occidentali. Un prodotto che oggi nel mondo è ritenuto nocivo per la salute e responsabile del cancro. Le piante distrutte invece, come la graviola e l'annona muricata, sono al contrario in grado di curare dal cancro e diventano sempre più rare. Il mondo tace, solo alcune associazioni combattono per tutelare l'equilibro di quel polmone verde. Io ho tanti ricordi e anche amici che vivono nell'Amazzonia brasiliana ed equadoregna e campano vendendo piccoli souvenir di legno, giunchi e pelle o facendo altri lavoretti, ma da quando non ho più skype, non li sento da anni.:-(  L'Amazzonia è un bene di tutti e va difesa. Grazie per la tua domanda.

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  • Anonimo
    5 mesi fa

    Giovanni il Teologo, pure Trump però non ha scherzato. Anche lui se ne è fregato come il suo amico Bolsonaro e ha avviato le trivellazioni in Alaska. I nostri figli li manderemo da Bolsonaro Trump e i cinesi! 

  • 5 mesi fa

     No, 

    perché ci guadagnano tantissime multinazionali.

  • 4 mesi fa

    si, ma nessuno lo fa perché l'intero capitalismo mondiale ci guadagna sopra.

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  • Beavis
    Lv 7
    4 mesi fa

    No, è troppo comodo dire al Brasile "proteggi il nostro polmone sennò ti facciamo guerra". Il resto del mondo ha il dovere di finanziare il Brasile per tener eintatto o quasi il polmone...dobbiamo essere obiettivi!

    Io estenderei la cosa cmq con un obbligo per ogni paese di avere una certa percentuale di territorio per la natura!

  • 5 mesi fa

    Visto che l'Amazzonia è un bene di tutta l'umanità bisognerebbe sovvenzionare chi non la distrugge.

    Cioè noi abbiamo depauperato l'ambiente, inquiniamo e consumiamo come se non ci fosse un domani, e poi dovremmo mandare l'esercito a chi ancora non ha distrutto l'habitat naturale?

    Inviamogli dei soldi, e vedrai che non lo distruggeranno.

  • Anonimo
    5 mesi fa

    Piú facile che crolli un pezzo di Colosseo e lo stesso venga affidato alla Cina per la manutenzione ordinaria

  • Sal
    Lv 6
    5 mesi fa

    Dovrebbe intervenire l'ONU visto che è un polmone che ricicla e trattiene la famosa CO2 che crea l'effetto serra con il conseguente surriscaldamento del pianeta. Bloccare le esportazioni di prodotti ottenuti dalla deforestazione sarebbe il primo passo , il secondo creare una corte di giustizia internazionale per giudicare i criminali che stanno sterminando i nativi occupando anche i territori assegnatu dal governo alle tribù che popolano l'Amazzonia.

  • Anonimo
    5 mesi fa

    Dal mio punto di vista, assolutamente si. Se l'ONU contasse qualcosa, escogiterebbe soluzioni per bloccare Bolsonaro

  • 5 mesi fa

    La foresta amazzonica ricade quasi interamente entro i confini territoriali del Brasile, che è uno Stato sovrano. Altre porzioni della foresta amazzonica si trovano in Venezuela, Colombia, Guyana, Perù. Andate a far i vostri ragionamenti gretini con i funzionari e le autorità comuniste della Repubblica Popolare Cinese, che in quanto a scempi e disastri ecologici e ambientali non sono secondi a nessuno (vedi la Diga delle Tre Gole o l'inquinamento atmosferico delle grandi città cinesi, come Beijing, Shanghai, Guangzhou, Shenzhen).

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