Anonimo ha chiesto in Relazioni e famigliaFamiglia · 2 mesi fa

Come si supera la morte di un figlio?

Anzi direi come si fa a sopravvivere? Ho due casi in famiglia... 11 anni fa la morte di mio cugino di soli 23 anni, e qualche anno fa la morte di un altro mio cugino di 8 anni (tumore) per giunta figlio unico, mentre il primo ha un fratello. Come si può sopportare un dolore così atroce?

9 risposte

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    Lv 4
    2 mesi fa
    Risposta preferita

    Vedendo certe risposte mi sto stupendo,ma fatevi i ***** vostri è un sito libero chiunque può fare qualunque domande. comunque cara riguardo a te, la morte di un figlio si supera con il tempo, ma il dolore rimane.Spero di esserti stato d'aiuto un bacione a te ed alla tua famiglia

    -Aleksey Sinclair

  • Anonimo
    1 mese fa

    F                        

  • 1 mese fa

    Non si sopporta si cerca di capire qualcosa dell' anima io ho letto i libri di Paramahansa Yogananda l Autobiografia di uno Yogi il Divino Romanzo verso la realizzazione del Se l eterna ricerca dell'uomo to be Victorious in Life i Sussurri dall'eternità dove splende la luce karma e reincarnation

    Nei suoi libri Yogananda parla dell'anima di Dio c'è un libro God Alone di gyanamata dove Yogananda piangeva per una santa gyanamata , le cui ultime parole furono troppa gioia troppa gioia e lei ha sperimentato Dio 

    È scritto nel libro verso la realizzazione del Se qualcosa sul mondo astrale mentre nel libro karma e reincarnation si parla di come comunicare ancora con chi ci ha lasciato tramite la preghiera

  • Anonimo
    2 mesi fa

    ci si abitua e si va avanti con il dolore nel cuore...e ci si consola guardando il lato positivo della situazione cercando in un modo o nell altro di farlo emergere.

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  • 2 mesi fa

    Si va avanti con il dolore nel cuore 

  • 2 mesi fa

    Si va avanti, ma non si supera. Si vive ma il dolore rimane.

  • Anonimo
    2 mesi fa

    ma a te cosa importa? 

  • Anonimo
    2 mesi fa

    Ma non è che porti sfiga?

  • Anonimo
    2 mesi fa

     «Tutto è finito, Mamma. Ora non hai più da piangere per il tuo Figlio. La prova è compiuta. La Redenzione è avvenuta.

       Mamma, grazie di avermi concepito, allevato, aiutato in vita e in morte.

       Ho sentito venire a Me le tue preghiere. Esse sono state la mia forza nel dolore, le mie compagne nel mio viaggio sulla Terra ed oltre la Terra. Esse sono venute meco sulla Croce e nel Limbo. Erano l'incenso che precedeva il Pontefice, che andava a chiamare i suoi servi per portarli nel Tempio che non muore: nel mio Cielo. Esse sono venute meco in Paradiso, precedendo come voce angelica il corteo dei redenti guidati dal Redentore, perché gli angeli fossero pronti a salutare il Vincitore che tornava al suo Regno. Esse sono state udite e viste dal Padre e dallo Spirito, che ne hanno sorriso come del fiore più bello e del canto più dolce nati in Paradiso. Esse sono state conosciute dai Patriarchi e dai nuovi Santi, dai nuovi, primi cittadini della mia Gerusalemme, ed Io ti porto il loro grazie, Mamma, insieme al bacio dei parenti e alla loro benedizione e a quella del tuo sposo d'anima, Giuseppe.

       Tutto il Cielo canta il suo osanna a te, Madre mia, Mamma santa! Un osanna che non muore, che non è bugiardo come quello dato a Me pochi giorni or sono.

     5 Ora Io vado al Padre con la mia veste umana. Il Paradiso deve vedere il Vincitore nella sua veste d'Uomo con cui ha vinto il Peccato dell'Uomo. Ma poi verrò ancora. Devo confermare nella Fede chi non crede ancora ed ha bisogno di credere per portare altri a credere, devo fortificare i pusilli che avranno bisogno di tanta fortezza per resistere al mondo.

       Poi salirò al Cielo. Ma non ti lascerò sola. Mamma, lo vedi quel velo? Ho, nel mio annichilimento, sprigionato ancora potenza di miracolo per te[64], per darti quel conforto. Ma per te compio un altro miracolo. Tu mi avrai, nel Sacramento, reale come ero quando mi portavi.

       Non sarai mai sola. In questi giorni lo sei stata. Ma alla mia Redenzione occorreva anche questo tuo dolore. Molto va continuamente aggiunto alla Redenzione, perché molto sarà continuamente creato di Peccato. Chiamerò tutti i miei servi a questa compartecipazione redentrice. Tu sei quella che da sola farai più di tutti i santi insieme. Perciò ci voleva anche questo lungo abbandono.

       Ora non più. Io non sono più diviso dal Padre. Tu non sarai più divisa dal Figlio. E, avendo il Figlio, hai la Trinità nostra. Cielo vivente, tu porterai sulla Terra la Trinità fra gli uomini e santificherai la Chiesa, tu, Regina del Sacerdozio e Madre dei Cristiani.

       Poi Io verrò a prenderti. E non sarò più Io in te, ma tu in Me, nel mio Regno, a far più bello il Paradiso.

     6 Ora vado, Mamma. Vado a fare felice l'altra Maria. Poi salgo al Padre. Indi verrò a chi non crede.

       Mamma. Il tuo bacio per benedizione. E la mia Pace a te per compagna. Addio».

       E Gesù scompare nel sole che scende a fiotti dal cielo mattutino e sereno.

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