Nensi ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 3 mesi fa

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Coniurati ante Pompei statuam in Curia Caesarem exspectaverunt. Cum (quando)

Caesar in Curiam intravit, processerunt Cimber Tillius et Casca, qui (= nominativo il

quale) sicā gulam Caesaris percussit. Tunc coniurati accurrerunt cum gladiis et sicis.

Cum (quando) inter coniuratos etiam Brutum vidit, quem (= accusativo il quale)

tamquam (=come) filium amabat, Caesar gemuit: "Tu quoque, Brute, fili mi!" et

caput suum togā velavit nec plagis restitit. Mortuus iacuit apud Pompei statuam

donec (finché) Antonius cum militibus armatis supervenit. Antonius corpus Caesaris

vexit lecticā, deinde vehementissimam orationem habuit ante populum et recitavit

magna voce Caesaris testamentum in quo (nel quale) bona sua populo Romano

donabat. Romani postea posuerunt Caesarem in numero deorum posuerunt.

2 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    3 mesi fa
    Risposta preferita

    I congiurati, avendo stabilito di uccidere Cesare, lo aspettarono nella curia davanti alla statua di Pompeo. Quando il dittatore entrò nella curia, avanzarono contro di lui Cimbro Tillio e Casca che lo colpì alla gola con il pugnale. Allora accorsero gli altri congiurati con le spade ed i pugnali. Avendo visto tra di loro anche Bruto, che amava come un figlio, Cesare levò un gemito: "Anche tu Bruto, figlio mio!" e subito copri il suo capo con la toga e non oppose resistenza ai colpi. A lungo giacque morto presso la statua di Pompeo finché non giunse Antonio con i soldati armati. I congiurati stabilirono di gettare il suo corpo nel Tevere ma, avendo scorto i soldati in armi, furono travolti da un panico intenso e si diedero alla fuga. Allora Antonio trasportò il corpo di Cesare ai Rostri su di una lettiga e dai Rostri tenne un discorso carico di estrema enfasi davanti al popolo, nel quale esaltò Cesare elogiandolo al massimo. E lesse anche a gran voce il suo testamento, nel quale lasciava in eredità i suoi beni al popolo romano. I Romani in seguito lo collocarono tra gli dei 

  • 3 mesi fa

    I congiurati attesero Cesare dinanzi alla statua di Pompeo nella Curia. Quando Cesare entrò nella Curia, si fecero avanti Tillio Cimbro e Casca, che colpì col pugnale la gola di Cesare. Allora i congiurati accorsero con spade e pugnali. 

    Quando vide tra i congiurati anche Bruto, che egli amava come un figlio, Cesare gemette: "Anche tu, Bruto, figlio mio?"; e velò il suo capo con la toga e non si oppose ai colpi. Giacque morto presso la statua di Pompeo finché Antonio sopraggiunse con soldati armati. Antonio trasportò il cadavere di Cesare con una lettiga, quindi tenne un violentissimo discorso dinanzi al popolo e lesse ad alta voce il testamento di Cesare, nel quale donava i suoi beni al popolo romano. I Romani in seguito posero Cesare nel novero degli dei.

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