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Esercizio di scrittura creativa sul capitolo finale del capitolo VIII de I promessi sposi, noto come Addio, monti sorgenti dall’acque

LEGGI l’ultima parte del capitolo VIII de I promessi sposi (“Senza aspettar risposta, fra Cristoforo, andò verso la sagrestia … mentre la barca gli andava avvicinando alla riva destra dell’Adda”);

SCRIVI un testo in base ai dati raccolti come se fossi tu al posto di Lucia e raccontassi quello che provi nel lasciare il luogo in cui sei nato/a e vissuto/a.

2 risposte

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  • 2 mesi fa
    Risposta preferita

    É dunque questo che si prova a lasciare il luogo natio? Era questo quello che mi domandavo mentre la barca iniziava ad allontanarsi. Sentivo una morsa al cuore, come se fosse schiacciato da una tenaglia e cominciavo a percepire delle goccioline sugli occhi che da lì a poco avrebbero iniziato a ruscellarmi sulle guance. 

    Solo ora mi rendo conto di quanto fosse per me prezioso il posto in cui vivevo. É proprio vero che gli uomini diventano coscienti della ricchezza che possiedono solo quando la stanno per perdere. 

    Forse non rivedrò più le mie amate montagne, che d’inverno si ricoprono di un manto nevoso su cui il sole al tramonto si riflette, regalandomi uno spettacolo mozzafiato. 

    E il lago, con il dolce rumore che fanno le sue onde quando raggiungono la riva, per non parlare di quando la notte la luna si specchia sulla sua superficie quieta, bellezza che mi scaldava sempre il cuore e mi riempiva la mente di dolci pensieri.

    E poi c’é la mia casa,che, nonostante fosse piccola, mi dava una sicurezza che nessun altro luogo era capace di darmi. Tra quelle mura sono diventato ciò che sono ora e lì sono racchiusi i miei ricordi più preziosi, momenti di gioia e di dolore.

    Che dire poi del paese? Era così bello passeggiare per le sue stradine incontrando facce note con cui scambiare quattro chiacchiere e la domenica andare in chiesa per allietare l’anima con la parola del Signore. 

    Ma adesso io sto lasciando tutto questo. Più ci penso e più non riesco ad accettarlo e ciò mi provoca un senso di rabbia impotente che mi invade l’anima, mischiandosi con il dolore. É come se una parte di me fosse morta per sempre.

    Se mi concentro, però, riesco a percepire anche qualcosa d’altro in fondo al cuore, una luce che sarà la mia guida in questo mio viaggio verso l’ignoto: la speranza di poter tornare. 

  • Anonimo
    2 mesi fa

                     

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