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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaStoria · 4 mesi fa

Quand'è che un popolo (per esempio quello etrusco) perde totalmente le peculiarità tali da poter esser considerato un popolo a se stante?

Gli etruschi, per esempio, non è che sono morti. Hanno trasformato la loro cultura da una generazione all'altra. No? Ma quando arriva la fase in cui ad un certo punto una generazione non sa più di essere etrusca? 

Lo stesso si potrebbe dire per i greci. Il sud Italia è in larga parta costituito da persone discendenti da greci. Com'è possibile che, anche se si cambia cultura, non ci si ricordi più di discendere da greci? 

Gli irlandesi sono ormai totalmente inglesizzati, gli scozzesi sono totalmente inglesizzati, ma ancora si considerano popoli diversi da quello inglese. 

Arriverà il punto in cui anche irlandesi e scozzesi non si ricorderanno di essere stati irlandesi e scozzesi? 

Gli inglesi stessi sono il frutto principalmente di due popoli diversi, gli angli e i sassoni. C'è stato un momento in cui gli angli e i sassoni hanno perso le peculiarità che li distinguessero come popoli separati. 

2 risposte

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  • 4 mesi fa
    Risposta preferita

    La domanda che tu poni è molto interessante, ma purtroppo non c'è una risposta che sia univoca e valida una volta per tutte. Storici, antropologi, etnologi si stanno arrovellando da decenni sulla questione dell'etnogenesi (o formazione di un popolo), sui concetti di identità etnica e sulle dinamiche che conducono un popolo all'estinzione o all'assimilazione culturale con altre nazioni o genti. Quel che ti posso dire, in base ai miei studi di storia, è che vi sono due elementi fondamentali o peculiarità che contraddistinguono un popolo come entità a sé stante: la lingua e la religione. Tutti gli altri aspetti della cultura di un popolo possono essere mutuati o mutuabili mediante interazioni con altri popoli. Ma se un ethnos smette di adoperare la propria lingua e perde coscienza della sua alterità rispetto a un altro, ebbene, quel popolo è già estinto. Gli Etruschi avevano una concezione del saeculum come periodo storico assegnato alla parabola di un popolo, di una cultura, di una civiltà: essi sapevano di avere a disposizione un arco di tempo predefinito. La loro lingua, la loro cultura, la loro religione ha resistito probabilmente sino al I secolo a.C., dopodiché gli Etruschi hanno scelto (consapevolmente o meno) di assimilarsi ai conquistatori romani, adottandone lingua, usi, costumi, leggi eccetera. L'imperatore Claudio scrisse un'opera storica sugli Etruschi, in diversi libri, che purtroppo è andata perduta (i Tyrrhenikà). L'identità linguistica, culturale, etnica greca probabilmente ha resistito più a lungo nell'Italia meridionale e in Sicilia, grazie anche agli intensi scambi commerciali con la Grecia peninsulare, insulare e con l'Asia Minore, ma le evidenze epigrafiche e onomastiche dimostrano che pian piano anche Italioti e Sicelioti scelsero la via dell'integrazione e dell'assimilazione al dominio romano. Si tratta di processi di lunga durata, talmente lenti da essere quasi impercettibili, che richiedono diversi secoli, per cui non si può fissare un termine convenzionale alla scomparsa dell'identità etrusca o dell'identità greca nell'Italia meridionale o in Sicilia. I popoli possono essere sterminati fisicamente (genocidio), deportati, assimilati volontariamente o forzatamente attraverso matrimoni misti o l'imposizione di una lingua, di una religione e di una cultura estranea, allogena: in ogni caso sono entità vive e dinamiche che interagiscono in maniera imprevedibile con altri popoli e altre culture. L'unico modo per garantire la sopravvivenza del modo di vivere di un intero popolo è l'isolamento, volontario o forzato, unito a una politica di apartheid o segregazione, che scoraggi i matrimoni misti e l'emigrazione.          

  • 4 mesi fa

    Gallia est omnis divisa in partes tres, quarum unam incolunt Belgae, aliam Aquitani, tertiam qui ipsorum lingua Celtae, nostra Galli appellantur. Hi omnes lingua, institutis, legibus inter se differunt. Gallos ab Aquitanis Garumna flumen, a Belgis Matrona et Sequana dividit.

    Dall'incipit del De bello Gallico di Cesare, risulta che già allora la Gallia fosse abitara da tre popoli che differivano tra loro.  Oggi quanti Francesi si ricordano di essere Celti, Aquitani, o di discendere anche dai Franchi?  Forse tra i pochi che si ricordano da dove discendono sono, in Francia, i Guasconi, ossia i Baschi, che mantengono la loro identità (anche e soprattutto in Spagna).  I popoli che abitano nel territorio della repubblica italiana sono ancora più numerosi, eppure quanti sono i Lombardi che si ricordano di essere ben differenti dai Siculi, dagli Apuli, ecc.?  (di questo mi dispiace molto)

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