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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 3 mesi fa

Per favore parafrasi di “usi e costumi dei tartari” di Marco Polo, grazie.?

Parafrasi riassuntiva e semplice, grazie.

1 risposta

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  • 3 mesi fa
    Risposta preferita

    Marco Polo: Usi e costumi dei tartari

    Nel libro il Milione di Marco Polo vi è un paragrafo in cui si narrano gli usi e i costumi dei Tartari. La narrazione inizia con una ricostruzione storica della successione dei sovrani tartari, affermando che l’attuale sovrano Coblam Kane come il più potente e il più illustre.

    Segue una tradizione che vuole che i sovrani morti della famiglia Cani siano sepolti sotto una montagna grande detta Alcai a nord del deserto del Gobi. Inoltre quando si era lontani circa undici giornate di cammino da questa montagna e si stava portando un sovrano morto per seporlo, tutti coloro che si incontravano venivano uccisi, anche i cavalli, in modo che potessero servire al meglio il loro sovrano nell’altro mondo. Continua la narrazione esponendo i luoghi nei quali egli vivono. D’inverno stavano in luoghi pianeggianti dove c’era erba per e loro bestie e buoni pascoli per l’allevamento, d’estate invece cercavano luoghi freschi in montagna o in valle dove c’è tanta acqua e molti pascoli. Vivono in capanne circolari fatte da loro in legno, poiché sono sostenute da dei bastoni di legno, e sul soffitto sono coperte da pelli di animali. Sono delle sorte di case trasportabili poiché sono facilmente smontabili , e ciò indica che erano una popolazione nomade o semi-nomade. L’entrata delle case era sempre rivolta verso mezzogiorno quando venivano rimontate. Essi avevano delle carette anch’esse ricoperte da alcune pelli di animali per proteggerle e tenerle coperte dalle intemperie e dall’acqua. Venivano trainate dai buoi e dai cammelli e sopra ci trasportavano i figli e le mogli. Da questo appunto il racconto incomincia a parlare degli uomini e delle donne mongoli. Le mogli fanno tutto ciò che può essere utile ai loro mariti e non chiedono nulla in cambio e gli uomini non sanno fare altro che andare a caccia di uccelli e di carne, oltre che a combattere. Essi vivono di carne, latte e guerra. Il latte si può avere dalle vacche ma ritengono molto più prelibato quello di asina, che pensavano avesse anche delle doti miracolose. Un tartaro non toccherebbe mai la moglie di un altro, poiché è considerato un atto malvagio e di villania. Ognuno però può prendere quante mogli vuole fino a un numero di cento e finché riesce a mantenerle. Gli uomini possono prendere come mogli anche le parenti della prima moglie tranne la madre e ritengono la prima moglie come la più veritiera.

    Il loro dio si chiama Natigai, lo ritengono un Dio terreno che li protegge e protegge la loro prole, il loro bestiame e la loro alimentazione, ognuno lo tiene in casa. I Tartari applicano una sorte di rituale per onorare Natigai dove bagnano le labbra dei figli e delle mogli con un olio particolare gli fanno mangiare carne grassa e bevono si latte di asina che latte di cavalla. Indossano inoltre delle vesti d’oro e di seta oppure costituite da pelli pregiate. Sono uomini coraggiosi, che si abituano presto a condizioni estreme poiché in vita effettuano un allenamento particolare. Si esiliano infatti per un mese senza mangiare alcun cibo ma si nutrono unicamente di latte d’asina e di carne delle loro cacciagioni. Con lor andrà anche il loro cavallo, che rimane sempre molto fedele e vivrà unicamente d’erbe senza orzo e paglia. I tartari sono di quelle persone che più cercano il male e meno vogliono cose per il loro sostentamento, e per questo sono ottimi combattenti, adatti a conquistare terre e regnami.

    Sono molto abili nell’arte della guerra e hanno un particolare sistema d’attacco in battaglia, dove colui che conduce in guerra porta con sé un determinato numero di uomini, senza far sparpagliare l’esercito, e li pone ai lati, dinanzi e posteriormente, in modo da essere protetto e manda un’altra porzione di uomini in avanscoperta. Con questa fazione il cosiddetto “oste” effettua veloci azioni di razzia nei confronti del nemico, distruggendo e rubando ciò che può. Inoltre i Tartari, quando vanno in posti lontani a fare la guerra, portano con se del latte e una pentole dove cuocere la carne, oltre a una tenda che utilizzano quando si devono riparare dalle intemperie e dalla pioggia. Inoltre a volte utilizzano il fuoco per rendere il latte condensato in modo che duri di più. Ma quando c’è bisogno, riescono anche stare a digiuno per molto tempo e a cavalcare ininterrottamente per giorni quando finiscono ogni provvista tagliano le vene dei loro cavalli e bevono il loro sangue per nutrirsi.

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