Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaStoria · 2 mesi fa

Come evolvono le armature durante il corso della storia?

Come cambiano le armature nel corso dei secoli dai greci e romani fino al Settecento che sono cadute in disuso?

2 risposte

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  • 2 mesi fa
    Risposta preferita

    Le armature hanno un ruolo importantissimo nella storia.

    Gli Egizi non le usavano, combattevano quasi nudi.

    Non le usavano molti popoli barbari, come i Pitti.

    Sono importantissime alle Termopili.

    Gli Spartani fanno strage di Immortali, perchè le loro armi foravano facilmente le armature leggere dei Persiani, ma non il contario.

    Non è che i Persiani fossero guerrieri meno abili, semplicemente le loro armi rimbalzavano sulle armature dei nemici, non li ferivano.

    Se lui ti colpisce, ti squarcia, se tu lo colpisci non gli fai niente.

    Le armature dei Romani erano cuoio e placche di metallo.

    Rimangono impressionti dai Parti, che usano armature a placche molto psanti e corazzano anche i cavalli.

    Si dipingono il volto di bianco e indossano queste placche lucidissime, per riflettere i raggi del sole, negli occhi dei nemici.

    Cavalcano solo cavalli bianchi.

    Si ispira a loro Giovani nell' apocalisse, quando parla di un cavaliere pallido, su un cavallo bianco ed il suo nome è morte.

    Per ri Romani l corazza non era molto importante, perchè loro ombattevano sempre in formazione e si proteggevano con gli scudi.Il corpo non doveva mai essere esposto, sempre protetto dagli scudi di tutta la formazione.

    Si scoprono nuove tecnologie degli acciai, le armi si evolvono e devono farlo anche le armature.

    Nel Medio Evo, archi lunghi e balestre hanno enorme potere di penetrazione.

    I cavalieri sono interamente corazzati, con tutti i problemi che ne vengono.

    Elmi che riducono tantissimo la visibilità, se prendi un colpo, l' elmo si sposta e non vedi più niente.

    Il peso di un corazza è intorno ai 25 kg. 

    Stanchi, nella battaglia, se cadevano da cavallo, magari nel fango, molti non riuscivano a rialzarsi e finivano calpestati.

    Ad arcieri e balestrieri non importava forare la corazza, ma farlicadere dacavallo con l' impatto della freccia, perchè sapevano che sarebbero morti schiacciati.

    Le corazze rappresentano l' arma vincente per i Conquistadores.Certo, le armi da fuoco terrorizzavano Aztechi e Incas, ma l'archibugio era poco preciso e richiedeva molto tempo per essere ricaricato.

    La differenza la facevano armi e corazze, perchè i nativi avevano spade di ossidiana, che si spezzavano e non ferivano mai gli alabardieri spagnoli.

    Arriviamo alle guerra napoleoniche.I corazzieri francesi sono un corpo di cavalleria leggera, indossano corazze che proteggono solo il busto e sono relativamente leggere.

    Troppo pesanti per icavalli, troppo leggere per fermare le pallottole.Battaglia di Waterloo, il maresciallo Ney si rende conto che è fondamentale prendere la Haye Sainte, chiede a Napoleone l' invio immediato di reggimenti di fanteria della Vecchia guardia e l' appoggio dell' artiglieria.

    Napoleone rifiuta stizzito, non sposta nemmeno un cannone.

    Ney  guida la carica di 8000 corazzieri, lungo la salita che porta a quella maledetta cascina.

    Piove a dirotto da 3 giorni, i cavalli hanno il fango fino alle ginocchia, scivolano, sono lentissimi, gli Inglesi hanno piazzato batterie di artiglieria e un intero reggimento di fucilieri.

    Ney guida la carica per 7 volte e, per 7 volte, vengono respinti.

    Degli 8000 corazzieri,  ne sopravvivono meno di 1300.

    E' un massacro spaventoso.

    Dalla metà del 1800 la guerra cambia.fino ad allora gli eserciti si schieravano ed affrontavano come ai tempìi dei Romani.

    Con le armi da fuoco, i si rende conto che non è più possibile.

    A Maratona, la fanteria greca di Milziade avanza a passo di corsa per 1500 metri, prima di ingaggiare i persiani.

    Con le armi da fuoco, li avrebbero falciati tutti, prima di arrivare al contatto.

    1 km e mezzo sotto il fuoco delle mitragliatrici,  sarebbe un bel problema anche per Flash.

    Iniziano la tecniche di trinceramento, la fanteria avanza supportata da velivoli di appoggio tattico e protetta da mezzi corazzati....

    Diciamo che dopo Waterloo ci si rende conto che le corazze sono più un danno che un vantaggio.

    Oggi, con il kevlar e materiali superleggeri e molto resistenti, il discorso viene rivalutato, ma per ora sono solo test.

     

    Fonte/i: www.facebook.com/marco.merani
  • 2 mesi fa

    Marco Merani ti ha già fornito un'ottima risposta. Gli Egizi, i Germani, i Celti non adoperavano corazze in battaglia, combattevano quasi nudi, al limite proteggevano il corpo con grandi scudi di legno muniti di umboni metallici. I Greci di età arcaica, classica ed ellenistica, invece, indossavano una panoplia (armatura completa) di bronzo, comprendente elmo attico o corinzio con nasale e paragnatidi, corazza, scudo, schinieri. La forza dello schieramento di fanteria pesante, la falange oplitica, era determinata dalla sua compattezza: ogni fante copriva con lo scudo colui che gli stava a fianco. Da questo muro di scudi spuntavano solo le punte delle lance. Se veniva rotta la continuità dello schieramento, e se i nemici (Greci) facevano breccia nella prima e nella seconda fila, la battaglia era già compromessa: il più delle volte l'unica soluzione praticabile era quella di darsi alla fuga. A Maratona, a Platea e in altre occasioni, invece, i Greci vinsero contro i Persiani, perché questi ultimi indossavano armature di lino pressato (linothorax), di cuoio bollito, pelli di animali o vesti lunghe fino ai piedi. Ovvio che, in uno scontro corpo a corpo contro gli opliti ellenici, i Persiani avessero la peggio. I Romani ripresero l'armamento e lo schieramento tattico greco di età ellenistica, migliorandolo e munendosi di protezioni individuali di vario tipo: la lorica hamata (una primitiva cotta di maglia), la lorica squamata (una corazza a scaglie metalliche sovrapposte), la lorica segmentata (la corazza ad anelli con allacci regolabili). Esisteva anche la lorica musculata o corazza anatomica, che riproduceva fedelmente i muscoli del petto e del torace, ma era costosa e perciò indossata in battaglia da imperatori, generali e ufficiali in comando. L'Impero Romano creò anche officine specializzate nella produzione di massa di armi: frecce, scudi, corazze, spade, elmi. Di questi ultimi ve ne erano almeno due tipi, la galea e il cassis. In età tardoantica e altomedievale, dopo la caduta dell'Impero Romano, si diffuse invece lo Spangenhelm o elmo segmentato, e la corazza fu dismessa in favore della cotta di maglia, più economica e leggera, e del pettorale. La necessità di trapassare scudi e cotte di maglia portò all'adozione, da parte degli eserciti europei, di reparti di arcieri muniti di lunghi archi (Gallesi, Scozzesi e Inglesi) e di balestrieri, i cui dardi possedevano una notevole gittata e forza di penetrazione. Contro i balestrieri genovesi, furono create allora le prime armature complete a piastre, dotate di giunture snodabili: i maestri d'arme italiani e tedeschi divennero rinomati nella produzione di corazze, celate, visiere. Il peso complessivo di queste protezioni si aggirava però intorno ai 25 kg. Spesso anche il destriero era coperto da placche metalliche e gualdrappe, come i catafratti persiani di età tardoantica. Se il cavaliere, per un motivo qualsiasi, veniva disarcionato, non era in grado di risollevarsi da solo e veniva fatto prigioniero o ucciso. Durante la battaglia di Azincourt, nel 1415, gli Inglesi ebbero la meglio su un esercito di Francesi superiore di numero grazie ai loro arcieri dai lunghi archi, che decimarono le cariche nemiche, e grazie al fatto che i cavalieri francesi andarono a impantanarsi nel terreno reso fradicio e molle dalle piogge del giorno precedente. Con la diffusione delle armi da fuoco portatili, in grado di trapassare facilmente le corazze, queste furono dismesse progressivamente da Spagnoli, Svedesi, Francesi e Inglesi nel corso del XVII secolo. Soltanto nel corso della Prima Guerra Mondiale (1914 - 1918) gli eserciti contrapposti reintrodussero l'elmetto d'acciaio come protezione individuale per i fanti, contro schegge, shrapnel, proiettili vaganti o di rimbalzo.        

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