Ho una sacroileite soluzioni?

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  • Anonimo
    1 mese fa

    Terapia farmacologica per la sacroileite

    La terapia varia con le fasi della malattia e il tipo di paziente. I farmaci utilizzati vanno assunti inizialmente a basse dosi per valutare efficacia ed effetti collaterali. Per il controllo dei sintomi si può ricorrere a:

        Antinfiammatori COX2 dell’ultima generazione come l’Etoricoxib, Celecoxib.

        La Sulfasalazina, indicata nel trattamento delle artriti “periferiche” , cioè per arti inferiori, spalle.

        Il  Methotrexate(MTX) nelle forme di artrite con malattia di Crohn o colite ulcerosa.

        I Farmaci Biologici sono indicati nei soggetti con artrite aggressiva ed in quelli con impegno dominante della colonna. I biologici più diffusi sono l’infliximab, il più usato, e l’adalimumab.

        La Vitamina D: i pazienti con malattie croniche infiammatorie intestinali presentano un rischio superiore per le fratture da osteoporosi rispetto alla popolazione generale

    Si può ricorrere alla terapia antalgica infiltrativa ecoguidata in casi estremamente dolorosi utilizzando cocktail con farmaci anestetizzanti, antinfiammatori e antidolorifici, quali il cortisone.

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    Esercizi fisioterapici

    Con la terapia manuale di mobilizzazione si migliora l’elasticità della sacroliaca e della regione lombosacrale. Possono essere associate terapie fisiche antinfiammatorie come laser, ultrasuoni, tecarterapia. Ti consiglio di rivolgerti ad un fisioterapista e seguire anche alcuni esercizi a casa come in questo video del dr. Chiapponi.

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    Quale alimentazione nella sacroileite

    Un’errata alimentazione può comportare un’infiammazione legata al cibo nota come “sindrome da leaky gut”.

    Fu il prof. A. Fasano che nel 2004 evidenziò come nelle malattie reumatiche l’intestino ha un’aumentata permeabilità intestinale responsabile dell’aggravamento dell’infiammazione articolare.

    Ecco i gruppi alimentari che infiammano la mucosa intestinale:

        glutine: presente in alcuni cereali come frumento, orzo, farro, segale, avena

        caseine: presenti nel latte vaccino

        lectine: presenti nella parete dei legumi e della frutta secca

        carboidrati raffinati con alto indice glicemico

    La sicurezza si ottiene eseguendo il test Recaller per  escludere quei cibi a cui puoi essere ipersensibile. Rivolgiti ad un medico nutrizionista adeguatamente formato alla dieta antinfiammatoria senza trascurare la disbiosi intestinale e il microbiota.

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    La dieta a Zona

    L’unica dieta che si è dimostrata efficace nel controllo dell’infiammazione  è la Dieta a Zona . Nota già dal 1992 è stata studiata dal ricercatore americano Barry Sears. La sua efficacia nell’infiammazione si ottiene grazie al controllo esercitato dai cibi sulla secrezione dell’insulina e l’acido arachidonico, precursore delle citochine dell’infiammazione. Per ottenere questo controllo bisogna che impari a saper combinare a tutti i pasti i carboidrati con proteine e grassi. Il paziente reumatico potrà avere benefici assumendo:

        acidi grassi omega-3 le cui fonti sono i semi di chia, pesce grasso, come salmone, sardine e tonno, semi e olio di lino, noci

        frutta e verdura garantiscono apporto di vitamine, minerali, antiossidanti

        cereali integrali tra cui riso integrale, quinoa, mais, grano saraceno e farina d’avena, sono ricchi di fibre e sostanze nutritive.

        alimenti ricchi di calcio per migliorare la resistenza ossea sono presenti in verdure a foglia scura, come crescione e cavolo, broccoli, cavolo, latticini a basso contenuto di grassi, mandorle

        vitamina D aumenta l’assorbimento del calcio. Il corpo riceve vitamina D dall’esposizione solare e da alimenti come pesce e frutti di mare, tuorlo d’uovo, olio di fegato di merluzzo

        erbe e spezie possono anche essere antinfiammatorie come l’aglio, lo zenzero, la curcuma.

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    Mi dispiace per te:(10 Punti? Sono molto giù con i punti in questo periodo

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