Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 2 mesi fa

Come si spiegano le difficoltà nelle genealogie di Gesù?

7 risposte

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  • 2 mesi fa

    Dovevano dimostrare la discendenza da Davide di Gesù.

    Come si potrebbe dimostrare con:

    Matteo 1:16 Giacobbe generò Giuseppe, marito di Maria, dalla quale nacque Gesù, che è chiamato Cristo

    Se Giuseppe non ha contribuito alla sua nascita?

    E con:

    Luca 3:23 23 Quando iniziò la sua opera, Gesù aveva circa 30 anni; era figlio, come si riteneva, di Giuseppe, figlio di Eli,

    E se Eli fosse stato il padre di Maria? 

    Non sarebbe strano il fatto che Giuseppe fosse chiamato "figlio" di Eli ancora oggi in molte culture il genero chiama papà il suocero

    Beh! Allora ci sarebbe sia la discenzenza legale, da parte di Giuseppe, che la discendenza carnale, da parte di Maria.

    Per cui la genealogia di Matteo potrebbe portare a Giuseppe e quella di Luca a Maria, in questo modo si potrebbe dimostrare che sia fisicamente che legalmente Gesù discende da Davide è ha ill diritto regale.

    ziopino

  • Anonimo
    2 mesi fa

    Oltre a quello che è stato ben ampiamente documentato, alcuni anni fa mi sono accorto che Matteo sottraeva dal numero 14+14+14 della profezia di Isaia il 7+7+7, e la genealogia risulta apparentemente più corta, cioè mancante di alcuni nomi, 21 nomi.

    I primi due 7+7 dal +14 centrale, l'ultimo +7 dalla prima metà dell'ultimo +14. Cioè Matteo si attiene giustamente alla profezia con una sottrazione e neanche li nomina i componenti, mentre Luca non opera la sottrazione, non si attiene alla profezia, li nomina tutti 14+14+14 e 7+7+7.

    L'osservanza rigorosa della profezia di Isaia portava gli Evangelisti a non parlare della vita di Gesù per 21 anni ebraici, tre settennati che terminano tutti ovviamente col sabbatico. Ora 30 anni al Battesimo, cioè subito dopo il sabbatico, meno 12 anni (Gesù dodicenne nel sabbatico) fa 18, non fa 21 (7+7+7), cioè Luca pur controllando tutto ha perso il conteggio di 3 anni, quindi non ha compreso la profezia di Isaia ed infatti non l'ha seguita (causa la lista dei Consoli, mancante di tre nomine consolari al tempo di Tiberio, equivalente a tre anni saltati, risulta che i Consoli dell'anno della nascita di Gesù (6 a.C.) stanno tuttora nel 3 a.C., inoltre la ricostruzione dei calendari senza la correzione di 4 giorni (piccola riforma del calendario di Augusto e ricordo che Luca risulta nato dopo l'8 d.C.), differenza di 4 giorni al tempo al quale si riferisce, che lo porta ad iniziare il suo Vangelo con l'Annuncio a Zaccaria al sabato virtuale 9 giugno del 4 a.C.*, anzichè al sabato reale del 9 giugno del 7 a.C.), e che Elisabetta al 10 giugno** s'era tenuta la gravidanza nascosta 5 mesi ebraici (29,5 × 5) dal concepimento a metà gennaio, (15, 14 per Luca), Capodanno degli Embrioni, che ricorre solo negli anni embolismici, per programmare la nascita del primogenito (il Battista) all'inizio della Festa delle Capanne (15 del settimo mese ebraico) e la circoncisione all'ultimo giorno della Festa delle Capanne (22 del settimo mese ebraico).

    Rifacciamo il conteggio degli anni di Gesù in cui è possibile parlare della sua vita, attenendoci rigorosamente alla profezia di Isaia. Ma il primo 14 non è 12? L'anno di Gesù dodicenne al Tempio (alla Pasqua del 6 d.C.) è in un anno sabbatico. Quindi gli Evangelisti stando alla profezia avevano la facoltà di parlare anche da due anni prima della nascita di Gesù ed iniziano con Maria, già quattordicenne (secondo il conteggio ebraico), che inizia a servire al Tempio, subito dopo il sabbatico, ecc. ecc. Poi si ricomincia a parlare della vita di Gesù dal Battesimo, cioè subito dopo il sabbatico, fino alla morte di Gesù nell'anno che precede il sabbatico, allora per completare in pienezza si include il sabbatico ricordando invece l'anniversario dalla "Resurrezione" al 25 marzo del 34 d.C., data che diventa storica, stesso venerdì 17 Nissan, primo martire cristiano, al 26 marzo solare, portata al 26 dicembre nel quarto secolo, per dar posto all'Annunciazione al 25 marzo e la Nascita di Gesù al 25 dicembre (per accontentare l'imperatore Costantino, seguace del Sole iranico).

    Per concludere, ritornando a Luca, chiaramente ha invaso il campo del primo 7, per tre anni con Gesù dodicenne, perchè infatti dice che aveva 30 anni al Battesimo, mentre sono 33.

    In definitiva Luca non tiene in debito conto l'interpretazione della profezia di Isaia neanche nella genealogia di Gesù e ne nomina 21 in più, anzichè sottrarli, come fa invece Matteo.

    La genealogia doveva rispettare anche l'intera vita di Gesù, per questo viene ampiamente illustrata con tutti i nomi.

    * Il sabato 9 giugno 4 a.C., senza la correzione di 4 giorni, dovuta alla "piccola riforma del calendario di Augusto" la possiamo osservare in modo semplice sul nostro vicino calendario dell'anno 1917.

    Nel calendario del 1918 invece si può notare che al primo marzo appare la data virtuale, che è la data reale di tre anni prima, cioè del 6 a.C., questa è la data di nascita di Gesù, da tener presente che il Sabato ebraico inizia il giorno prima dopo il tramonto.

    Tre anni dopo si osserva un calendario virtuale, che è un calendario reale di tre anni prima.

    Quindi Luca non ha fatto la correzione di 4 giorni, dove ha collocato l'inizio del suo Vangelo, perchè l'ora del profumo era al Sabato, cioè ultimo giorno del suo turno sacerdotale, Abìa, quando si arrostiva la carne, dopo che Zaccaria aveva sacrificato il vitello, per questo il simbolo caratteristico del suo Vangelo è il vitello.

    Nel 6 a.C. invece la correzione è di 5 giorni, perchè bisogna tener conto del giorno recuperato nel bisestile soppresso, febbraio 5 a.C.

    ** Ho tradotto il verbo aoristo greco (perfetto) con il passato prossimo, anzichè col passato remoto, cioè: "Elisabetta s'era tenuta la gravidanza nascosta 5 mesi", anzichè: "Elisabetta si tenne la gravidanza nascosta 5 mesi". Con questa traduzione corretta non sono più 15 mesi dall'Annuncio dell'arcangelo Gabriele a Zaccaria alla data di nascita di Gesù, ma solo 10 mesi. Gli altri 5 sono precedenti, dal concepimento di Elisabetta, quando Erode il Grande era ancora vivo. Quindi al momento dell'Annuncio dell'Arcangelo, sabato 9 giugno 4a.C. è il tempo di Erode, re della Giudea, figlio di Erode il Grande, morto prima a marzo.

    Il risultato finale è che Matteo colloca la nascita di Gesù con Erode il Grande al tempo della "stella", mentre Luca colloca la nascita di Gesù col figlio di Erode il Grande, anche egli Erode, re della Giudea. Quindi non c'è più bisogno di postdatare la morte di Erode il Grande con vari modi, per tener conto che Luca ha assegnato solo 30 anni a Gesù al momento del Battesimo.

    Erode il Grande è morto la stessa notte dell'eclissi di Luna, 7 alle Idi di marzo come data antica, la notte tra il 13 e 14 marzo col calendario astronomico (−3). 

  • 2 mesi fa

    Dalla paura della rivolta del Popolo alla sua morte!

  • Anonimo
    2 mesi fa

    Ovviamente è tutta inventata. Non era l'unico a rivendicare discendenze divine. Solo che se i credenti pensano a un faraone, lo sbeffeggiano, se sentono la stessa rivendicazione sostenuta dall'ebreo carpentiere, ci credono!!!!!! 

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  • Anonimo
    2 mesi fa

    Matteo e Luca:

    Alcune differenze fra le genealogie non creano nessuna difficoltà. Per esempio, Matteo va da Abraamo a Gesù, mentre Luca va da Gesù ad Adamo, oppure che Matteo inserisce i nomi di quattro donne. Due genealogie non devono essere identiche per non contraddirsi, se gli autori decidono di includere diversi elementi. Un'altra differenza è che secondo Matteo, Gesù è un discendente di Davide tramite suo figlio Salomone, mentre secondo Luca è un discendente di Davide tramite suo figlio Natan. Neanche questo è un problema; non è affatto improbabile che fra tutti gli antenati di Gesù ci siano due modi per arrivare a Davide. Però, ci sono due punti nelle due genealogie che sembrano proprio contraddirsi, e questi punti saranno discussi qui sotto.

    Il primo è il padre di Giuseppe, cioè il nonno paterno di Gesù. Secondo Matteo è Giacobbe, secondo Luca è Eli. Una spiegazione spesso proposta è che in realtà Luca dà la genealogia attraverso Maria, e Eli quindi sarebbe il padre di Maria. Il problema è che Luca non lo dice, e presenta la sua genealogia come quella di Giuseppe. La soluzione più semplice è che Maria era la figlia di Eli, ma che non aveva fratelli. Eli quindi adottò Giuseppe come erede, una pratica forse attestata in 1Cr 2:34-36; Esd 2:61. Altrimenti bisogna supporre un matrimonio levitico, che la legge comandava in certi casi e che era ancora praticato ai tempi di Gesù, altrimenti la domanda dei Sadducei sarebbe stata irrilevante (Dt 25:5-10; Mt 22:24-28). Per esempio, Giacobbe morì senza figli, e la vedova sposò Eli che era il parente più stretto. In questo modo Giuseppe poteva essere considerato il figlio (biologico) di Eli e il figlio (legale) di Giacobbe. Alternativamente, siccome sembra che Matteo dia la linea di successione al trono (siccome elenca tutti i re di Giuda fino alla deportazione), può darsi che Giacobbe sia morto senza figli, e il diritto di successione al trono sia saltato ad un parente, cioè Giuseppe. Infatti, Giuseppe non era neanche il padre biologico di Gesù, ma il padre legale, e il diritto di successione sarebbe così passato a Gesù.

    Un altro possibile problema è che i nomi Salatiel e Zorobabele sono in tutte e due le genealogie (Mt 1:12; Lu 3:27). Il problema sarebbe nel nome del padre di Salatiel: è Ieconia (secondo Matteo) o Neri (secondo Luca)? È possibile risolvere questo problema ipotizzando un altro matrimonio levitico, o che Neri sposò una figlia di Ieconia e che il nome della donna non è dato nelle genealogie (come era la pratica). Ma la soluzione più semplice è che Salatiel e Zorobabele in Matteo sono diversi dalle persone con quei nomi in Luca. Non è affatto improbabile trovare due nomi ripetuti in quel modo.

     

  • Anonimo
    2 mesi fa

    Ci sono due genealogie di Gesù nei Vangeli, una in Mt 1:1-17 e l'altra in Lu 3:23-28. Ci sono alcune cose difficili da capire in queste genealogie, ed è più facile considerarle insieme. Prima, alcune difficoltà nella genealogia di Matteo, poi alcune in Luca, e poi alcune difficoltà che si sorgono quando confrontiamo le due genealogie.

    Matteo:

    Prima di tutto, bisogna notare che il verbo greco usato per "generare" non ha necessariamente il senso di "essere il padre di". Può essere una generazione indiretta, tramite diverse generazioni, e quindi il senso a volte è "essere l'antenato di". Quindi, mentre è possibile che ci siano solo quattro generazioni nei circa 400 anni da Giuda ad Aminadab, e solo quattro generazioni nei circa 400 anni da Salmon a Davide, può darsi anche che alcune generazioni siano state saltate nelle genealogie. Ciò non renderebbe la genealogia sbagliata se non presume di elencare ogni generazione, usando questa parola generale "generare". Questa spiegazione possibile è invece necessaria per spiegare le tre generazioni mancanti in Mt 1:7, fra Ioram e Uzzia (chiamato anche Azaria nell'AT - confronta per esempio 2Re 15:1-7 con 2Re 15:32-34), cioè Acacia, Ioas e Amasia. Senz'altro fu una scelta consapevole da parte di Matteo di non mettere questi nomi, perché conosceva bene la storia di Israele e le Scritture ebraiche (il nostro Antico Testamento), e sembra che abbia copiato direttamente da un brano come 1Cr 3:5-24. È più difficile capire perché saltò questi nomi. Probabilmente era perché voleva che ci fossero 14 generazioni in questa sezione della genealogia (per cui vedi qui sotto), e forse saltò proprio questi tre perché erano i più malvagi dei re e collegati con l'idolatria di Acab e di Atalia (per esempio 2Re 8:26-27). In Mt 1:11, manca anche Ioiachim (chiamato anche Eliachim 2Re 23:34) figlio di Giosia e padre di Ieconia; la spiegazione è la stessa.

    La prossima difficoltà è in Mt 1:12, in cui Salatiel generò Zorobabel, come Esd 3:2,8; 5:2; Ne 12:1; Ag 1:1,12,14; 2:2,23. Ma 1Cr 3:19 dice che Zorobabel era il figlio di Pedaia fratello di Salatiel. Quindi la difficoltà è in realtà non nella genealogia di Matteo ma in 1Cronache. Vedi il commento su 1Cr 3:17-19. Infine, le persone da Abiud fino a Giacobbe ci sono sconosciuti. C'è evidenza che i Giudei possedevano i loro registri genealogici almeno fino alla fine del primo secolo. Non sarebbe stato difficile dunque per Matteo trovare la genealogia di Gesù nei registri ufficiali, oppure chiedere la genealogia a qualcuno della famiglia di Gesù che sapeva gli antenati della famiglia. Certamente non c'è nessuna difficoltà in questo.

    Mt 1:17 dice che la genealogia contiene tre gruppi di 14 generazioni. Ci sono infatti 14 nomi da Abraamo a Davide (contando tutti e due). Poi da Davide alla deportazione ci sono 14 nomi, non contando Davide ma contando Ieconia. E infine dalla deportazione fino a Cristo ci sono di nuovo 14 nomi, contando Ieconia nuovamente perché era sia prima della deportazione sia dopo la deportazione. Ieconia è contato due volte ma Davide no, perché il confine fra i primi due gruppi è una persona (Davide), ma il confine fra gli ultimi due gruppi è un evento (la deportazione) che non segnala la fine di una generazione.

    L'altra domanda è perché Matteo raggruppò la genealogia in questi tre gruppi di 14 generazioni. È possibile che sia semplicemente un modo per ricordare più facilmente la lista. I Giudei a volte organizzavano le genealogie in simili schemi. Altri invece danno al numero 14 qualche valore simbolico, più comunemente che il valore della parola "Davide" era 14. [In ebraico, le lettere erano usate anche come numeri, e le tre consonanti (le vocali era un'aggiunta posteriore alla lingua ebraica, e per questo scopo non contavano) di ãÌÈåÄã (Davide) erano la quarta, la sesta e la quarta lettera dell'alfabeto ebraico. Questo sistema per dare un valore numero ad un nome si chiama ghimatriah o gematria, e probabilmente sta dietro Ap 13:18.] Dato che Matteo saltò delle generazioni per arrivare a questo raggruppamento di 14 generazioni tre volte, il numero 14 non poteva essere visto da Matteo come prova che Gesù era il vero figlio di Davide. Al massimo possiamo dire che lo scopo di Matteo era di suggerire un numero associato a Gesù Cristo, figlio di Davide (Mt 1:1), e poi dare una genealogia semplificata e più facile da memorizzare basata su questo numero.

    Luca:

    In Lu 3:33, c'è un possibile problema. Alcune versioni italiane (per esempio Nuova Riveduta, C.E.I., Riveduta, TILC) hanno "Aminadab, di Admin, di Arni, di Esrom", mentre le genealogie nell'AT (Rut 4:19; 1Cr 2:9-10) e Mt 1:3-4 hanno "Aminadab, Aram, Esrom" (usando l'ortografia greca invece di quella ebraica). Forse le altre tre genealogie hanno saltato delle generazioni (che abbiamo visto è possibile nella discussione della genealogia secondo Matteo qui sopra), e Arni è una forma alternativa di Aram. Ma c'è molto dubbio sul testo di Luca a questo punto della genealogia, con molte varianti nei manoscritti. Una variante, nella maggior parte dei manoscritti inclusi alcuni manoscritti importanti, è proprio "Aminadab, di Aram, di Esrom". Gli altri manoscritti importanti hanno diverse letture, e non sono d'accordo fra di loro su un'alternativa a questa lettura. Per esempio, il manoscritto più antico (p4) ha "Aminadab, di Admin, di Arni, di Esrom", mentre il Codice Vaticanus ha "di Admin, di Arni" e il Codice Sinaiticus ha "di Adam, di Admin, di Arni, di Esrom". Quindi anche se non possiamo esserne certi, possiamo dire che non è improbabile che Luca abbia scritto in realtà "Aminadab, di Aram, di Esrom" (come le versioni Nuova Diodati e Diodati traducono il versetto), e in quel caso la difficoltà sparirebbe.

    In Lu 3:35-36, è scritto "Sala, di Cainam, di Arfacsad". In Gen 11:12 e 1Cr 1:18, leggiamo invece "Arpacsad... generò Sela". Possibilmente "generò" nei due brani dell'AT ha il senso di "essere antenato di" (come nel commento sulla genealogia di Matteo qui sopra), ma è difficile capire perché l'autore di Genesi avrebbe saltato una generazione a questo punto, e il fatto che Gen 11:12 dice che Arpacsad generò Sela quando aveva 35 anni rende la spiegazione improbabile. Più probabile è che non abbiamo il testo originale dell'AT oppure del NT. In Gen 10:24; 11:12, Cainan, benché non presente nel testo ebraico, è nella Septuaginta, la traduzione greca dell'AT; Arfacsad lo generò quando aveva 135 anni. Inoltre, un manoscritto importante del Septuaginta ha Cainan a 1Cr 1:18. Ciò significa che chiaramente Luca seguiva la Septuaginta (o una fonte basata sulla Septuaginta) quando scrisse la sua genealogia, che sarebbe stato naturale perché Luca non era un Giudeo, e anche se capiva l'ebraico, parlava il greco molto meglio. Questo in sé non renderebbe il testo in Luca giusto, ma ci sono diversi casi nell'AT in cui sembra che la Septuaginta traduca un testo ebraico migliore di quello che è stato tramandato come il testo ebraico che abbiamo adesso (il testo masoretico). Un'altra considerazione è che il manoscritto più antico di Lu 33:36 che abbiamo (p75) e un altro manoscritto importante (Codice Bezae) non contengono il nome "Cainam", per cui è possibile (benché improbabile, alla luce dell'evidenza di tutti gli altri manoscritti) che non sia stato nel testo scritto da Luca. Per concludere, questo è veramente un versetto difficile, con tre soluzioni, tutte possibili benché non probabili, e non possiamo essere sicuri quale sia la spiegazione giusta.

  • 2 mesi fa

    Se non ci fai capire il problema è difficile chiarire...

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