La democrazia diretta è assimilabile in qualche forma al pensiero anarchico di filosofi come Proudhon e Bakunin?

Mi spiego meglio. Nel pensiero anarchico lo stato è un'istituzione che limita la libertà individuale perché fa solamente gli interessi della classe dirigente. Al tempo stesso il capitale fa i propri interessi e quindi ciò che rimane è una massa di poveracci che non ha alcuna possibilità di "vincere" la lotta di classe se non rovesciando questo paradigma.

Nella democrazia diretta (modello ateniese, ma anche alcuni esempi contemporanei) tutto questo tuttavia non si verifica (per i cittadini). Quindi in una democrazia vera, reale dove tutti decidono per alzata di mano, un voto vale uno, Elon Musk conta tanto quanto me e non solo in teoria nessuno viene oppresso in maniera strutturale. Quindi la democrazia e l'anarchia sono concettualmente quasi la stessa cosa. O no?

2 risposte

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  • 2 mesi fa
    Risposta preferita

    La tua è una bellissima domanda e per la vastità del tema non ti risponderò mai in modo completo né puntuale.

    La democrazia si avvicina molto all'anarchia quando degenera in demagogia (vedi la classificazione delle forme di governo in Platone). 

    Ciò che previene la democrazia dal diventare tirannia della classe dirigente sul popolo, sono quegli anticorpi individuati da Tocqueville, per la Democrazia in America e per il caso francese, il più apprezzabile dei quali secondo me sono le leggi, le quali possono impedire a un esecutivo pressoché tutto salvo l'approvazione di quel corpo collegiale che rappresenta il popolo e dunque che detiene la sovranità e che legittima il processo legislativo, politico e decisionale. 

    Inoltre, in via di principio certamente la democrazia diretta è la forma di governo più inclusiva, quella con più anticorpi contro l'assolutizzazione del potere, ma trova decisamente uno scoglio importante nella sua attuazione: si tratta di un governo inefficace, incapace di prendere decisioni risolutive con immediatezza. Pensa al Parlamento italiano prima dell'ultima riforma: era estremamente numeroso e composito, eppure proprio questa sua dimensione intralciava il processo di formulazione ed emanazione delle leggi. Inoltre, pensa se il popolo fosse chiamato, con i suoi limiti e i suoi difetti, a decidere su misure di sicurezza per le centrali nucleari, su come arginare le esternalità negative dell'industria chimica e agroalimentare, o farmaceutica o biotecnologica. Capisci che prendere decisioni comporta un certo grado di conoscenze e di competenze: un certo grado di responsabilità. Persino nell'antica Grecia, ai tempi di Pericle e della democrazia diretta, non tutti partecipavano alla vita politica ma solo i più rispettabili e influenti pater familias, coloro i quali erano responsabili per una famiglia (e della famiglia facevano parte anche gli schiavi perciò più che famiglia era una piccola azienda, una ditta ante-litteram coi suoi operai). 

    Questo discorso potrebbe portarci molto lontano, e prima di dilungarmi troppo, vorrei riportare questa citazione: "Se gli uomini fossero angeli, nessun governo sarebbe necessario. Se gli angeli governassero gli uomini, nessun controllo – esterno o interno – sul governo sarebbe necessario. Nel prefigurare un governo di uomini nei confronti di altri uomini, questa è la difficoltà più grande: prima bisogna permettere al governo di controllare i governati, poi obbligare il governo a controllare se stesso".

    Per tutto il resto, compreso Proudohn, ti rimando a "Le tappe del pensiero sociologico" di R. Aron.

  • 2 mesi fa

    Se ci basiamo sole sulle parole: la democrazia è (sarebbe) la legge voluta della maggioranza, invece l'anarchia è (sarebbe) assenza di leggi.

    Tuttavia - a riprova che l'anarchia è un volgare sofisma - in un mondo senza leggi, vigerebbe la legge della giungla: se non ci fosse una legge che vietasse al più forte di fare quel che vuole, il più forte imporrebbe la sua legge. 

    Nella democrazia di sofismi c'è ne sono parecchi! E tanto per citarne uno: se davvero la maggioranza potesse scegliere un uomo che legiferasse al posto suo ... sulla base di quale legge un magistrato potrebbe condannare la persona scelta per legiferare? Forse esiste una legge maggioritaria che è più maggioritaria della stessa maggioranza?

    E a coronazione di quel che dico, nel regno delle << anarchiche democrazie >> ci sono assai più incarcerati che nelle presunte dittature come la Cina o il Vietnam. E meno male che da noi c'è la possibilità di fare quel che vogliamo fare, altrimenti ... saremmo tutti in galera!

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    PS. Dietro i sofismi non c'è  un errore << difficile da sviscerare >>, ma c'è un errore << fatto apposta per ingannare chi non ragiona con la propria testa>>.

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