Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaArti visivePittura · 1 mese fa

Botticelli?

Qualcuno che conosce l'interpretazione di Marziano Capella sulla "Primavera", o come viene chiamata da lui "Nozze di filologia e mercurio", riesce a spiegarmela e a dirmi che cosa rappresentano tutti i personaggi?

Grazie! (è urgente!)

1 risposta

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  • 1 mese fa
    Risposta preferita

    Una Primavera notturna , attraversata da un turbine di petali di vario colore e coperta di veli che sollevati dal vento svelano il mistero di questo dipinto.

    Nell'interpretazione del professor Giovanni Reale, il quadro rappresenta le Nozze di Filologia e Mercurio, secondo il dettato di Marziano Capella.

    Il Divino Furore (Zefiro, nella tradizionale interpretazione) ispira Poesia, che abbraccia Retorica, la fanciulla che da' il volto alla Primavera. Al centro del quadro Filologia attende il suo sposo Mercurio, di spalle, intento con il caduceo a dissodare le nubi dell'inverno e dell'ignoranza. Intanto Voluptas, Castitas e Pulchritudo, le Tre Grazie, inscenano i riti nuziali tra i due futuri sposi.

    a partire da un'interpretazione della Primavera di Botticelli, del professor Giovanni Reale

    Qualche anno fa una filologa italiana, Claudia Villa, ha messo in relazione l'opera botticelliana con le “Nozze di Mercurio e Filologia”, un testo allegorico di retorica scritto dal neoplatonico Marziano Capella (410 d.C.) e ben conosciuto nella Firenze del Quattrocento. Marziano qui presenta, in forma romanzata ma in modo sistematico, le sette Arti liberali (grammatica, dialettica, retorica; geometria, aritmetica, astronomia, armonia, raggruppate ne Medioevo nel "trivio" e nel "quadrivio") nella loro struttura e nei loro contenuti. Nel racconto, Apollo suggerisce al fratello Mercurio, che deve sposarsi ed è indeciso sulla scelta della sposa (Sofia, Mantica o Psiche), di scegliere la figlia di Fronesi (la Saggezza), cioè la dotta Filologia, che conosce i segreti di terra, cielo e mare e che possiede un sapere razionale e universale.

    La tesi della Villa è stata ripresa ed approfondita da Giovanni Reale. Il quadro si "legge" da sinistra a destra, seguendo il racconto di Marziano Capella, che aiuta a capire e spiegare anche dettagli come l'abbigliamento dei personaggi o i loro gesti. L'identità di alcuni protagonisti è perciò cambiata.

    Il primo personaggio è Mercurio, lo sposo di Filologia e quindi uno dei protagonisti: volta le spalle a tutti perché Marziano identifica il dio con il pianeta, che ha un moto retrogrado. Botticelli lo rappresenta mentre sta per consultare il fratello Apollo: le nubi che disperde con il caduceo alludono all'alta roccia in cui risiede Apollo prima del loro incontro. Il pittore, inoltre, lo raffigura "rivestito di un piccolo mantello" (Marziano) di colore rosso, adatto a uno sposo visto che questo colore simboleggia amore. Molti altri dettagli contribuiscono alla visione di Mercurio come il dio dell'Ermeneutica.

    Seguono le tre Grazie, che sono collegate da Marziano alle nozze di Mercurio: quella di spalle, disadorna, è Castità, quella di sinistra è Voluttà e quella di destra è Bellezza.

    La figura femminile al centro, spesso interpretata come Venere, è la sposa di Mercurio, Filologia: Marziano la descrive con il volto molto pallido e con i sandali di papiro intrecciato (entrambi i caratteri appaiono nel quadro) mentre il colore rosso della pietra e del manto della fanciulla si spiegano come simboli dell'amore, visto che è la sposa

    Cupido è simbolo dell'amore spirituale in ottica platonica.

    La donna con i fiori - la Flora tradizionale - è interpretata come Retorica: tra le sette arti liberali è quella che Marziano tratta più ampiamente, ed associa alla Filologia. Botticelli la rappresenta caratterizzata dai fiori per alludere ai flores retorici (fiori della retorica).

    Il gruppo di destra è formato da un dèmone e da Flora, che è qui simbolo della poesia (sono Zefiro e Cloris nelle interpretazioni tradizionali): entrambi rappresentano l'ispirazione poetica intesa come "divino furore", secondo un'interpretazione che il filosofo Marsilio Ficino deriva da Platone. 

    Spero di esserti stato di aiuto; se è così gradirei la risposta preferita ;)

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