Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 2 mesi fa

Thegreenbudgie per favore mi puoi aiutare a scrivere questo tema entro domani? ti sarei infinitamente grata?

"Gertrude s'inoltrava in quell'età così critica, nella quale pare che entri nell'animo quasi una potenza misteriosa, che solleva, adorna (rende belle), rinvigorisce tutte le inclinazioni, tutte le idee e qualche volta le trasforma o le rivolge a un corso impreveduto (fa prendere a queste idee una direzione non prevista)." Con queste parole Manzoni nel capitolo IX del romanzo descrive l'adolescenza quando parla di quella di Gertrude. Ritieni che questa età della vita che tu stai vivendo, sia stata dal narratore ben definita? Descrivi tu stesso/ stessa, anche attraverso episodi che ritieni significativi, la tua adolescenza, i tuoi stati d'animo, le delusioni, i sogni, il rapporto con i coetanei, con gli adulti...

1 risposta

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  • 2 mesi fa
    Risposta preferita

    Credo che Manzoni abbia utilizzato l’aggettivo che descrive al meglio l’adolescenza: critica.

    Sì, perché in questa età si abbandonano le certezze tipiche dell’infanzia e si entra in un mondo di incertezze, dove le prime domande complicate e senza risposta iniziano ad affollare la tua mente. 

    E questo ovviamente vale anche per la sottoscritta. Ogni tanto,infatti, come delle mosche fastidiose, mi ronzano nella testa interrogativi riguardo alla mia identità, su cosa farò da grande, se riuscirò a realizzarmi e chi ne ha più ne metta. 

    Domande lecite, certo, ma che provocano ansia. 

    Oltre a questa mia sfera personale c’é il mondo, dove vivono anche i miei coetanei, quegli esseri che sembrano sempre così perfetti, così felici. Ogni volta che scrollo una loro foto sui social hanno sempre il sorriso e non posso fare a meno di chiedermi che cosa hanno loro di speciale che a me manca. A questo segue la tentazione di emulare alcuni loro comportamenti per cercare in qualche modo di raggiungerli o per lo meno di accorciare le distanze; ma poi, fermandomi un attimo a riflettere, capisco che in fondo non servirebbe a niente se non a perdere me stessa. 

    Ognuno é speciale a modo suo, o no?

    Per fortuna ho delle amiche che mi sopportano. Parlare con loro é qualcosa di speciale, di cui sono davvero grata. Quando siamo insieme mi sento viva come non mai. 

    Poi ci sono i genitori. In linea di massima posso dire di andare d’accordo con loro, ma da un po’di tempo mi sembra che parliamo lingue diverse. Io non capisco loro e loro non capiscono me. 

    A loro sembra importare “cosa sono” e non “chi sono”. Mi spiego meglio: a loro interessa solo che vada bene a scuola. Ok, questo é importante, ne sono consapevole. Però non sono una macchina, bensì una persona e in quanto tale ho delle emozioni e dei sentimenti. Ebbene: questo a loro sfugge. Raramente capita che mi chiedano in modo sincero come stia o che mi consolino nei miei momenti no, però sono sempre pronti a chiedermi che voto ho preso nella verifica. 

    E per questo a volte mi arrabbio e litighiamo. 

    Per quanto riguarda i miei sogni per il futuro, al momento non ne ho nessuno di ben definito. So solo che voglio essere qualcuno, una persona che il mondo riconosca. Per farlo mi dovrò impegnare, ma ho la fortuna di essere testarda: quando voglio una cosa, me la prendo, anche quando la strada per raggiungerla é lunga e tortuosa. 

    Buona serata :)

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