Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 2 mesi fa

Il mestiere di vivere? Lo consigliate?

Consigliate la lettura del diario di Cesare Pavese?

1 risposta

Classificazione
  • Ale
    Lv 7
    2 mesi fa
    Risposta preferita

    recensione negativa:

    È una specie di diario, dedicato soprattutto a riflessioni sulla poetica e sull'essere scrittore, inframmezzato soprattutto nei primi anni di brevi e violente invettive misogine; sinceramente non ne esce la figura di un grand'uomo, piuttosto quella di un uomo consapevole di avere qualche inguaribile male oscuro nella sua psicologia; e qui sta la tragicità della lettura di questo diario, perché Pavese era consapevole che sarebbe stato trovato, letto e pubblicato, eppure non si è presentato in modo meno scostante. Non è una lettura "piacevole".

    recensione neutra:

    "Il Mestiere di vivere" è il diario che Pavese iniziò a scrivere nel 1935 e portò avanti, sotto forma di note e appunti frammentari, fino alla morte.

    Tra i più noti esempi del genere "autobiografico" nel Novecento, paragonabile per certi aspetti allo Zibaldone di Leopardi, da un lato l'opera si risolve in una assidua meditazione sul significato e sulla tecnica dell'esercizio poetico e narrativo; dall'altro si presenta come una confessione esistenziale, ora compiaciuta, ora crudelmente impietosa, fino a diventare quasi una sorta di psicoanalisi letteraria di se stesso.

    recensione positiva:

    Eccezionale! Ci sono picchi d'intensità stupenda anche in una scrittura privata. Pavese, almeno per come emerge da queste pagine, fantastico. Libro che consiglio a chiunque e, soprattutto, a chi sente la necessità di smussare certi suoi angoli privatissimi e ridimensionarsi un po'

    oppure:

    Davvero un bel "quaderno degli appunti", dove Pavese annota, nell'arco di 15 anni, le sue illuminanti riflessioni sulle questioni che più gli stanno a cuore: quelle esistenziali e letterarie, giocate in continuo equilibrio tra il fatto culturale e quello personale. Soprattutto, rimane la prova più cruda e lucida di quella solitudine che lo scrittore viveva come vizio e che, come vizio, lo uccise. Le ultime pagine, in quest'ottica, sono un brivido.

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