Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 mese fa

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Ius a maioribus nostris, qui non ficte et fallaciter populares sed vere et sapienter fuerunt, ita comparatum est ut civis Romanus libertatem nemo possit (= congiunt. pres. da possum) invitus amittere. Nego potuisse (inf.perf.) iure publico, legibus iis quibus haec civitas utitur, quemquam civem ulla eius modi calamitate adfici sine iudicio: hoc iuris in hac civitate etiam tum cum reges essent dico fuisse, hoc nobis esse a maioribus traditum, hoc esse denique proprium liberae civitatis, ut nihil de capite civis aut de bonis sine iudicio senatus aut populi aut eorum qui de quaque re constituti iudices sint detrahi possit. 

Grazie mille :)

1 risposta

Classificazione
  • 1 mese fa

    Il diritto (tramandato) dai nostri antenati, che non furono amanti del popolo in modo superficiale e fallace, ma realmente e saggiamente, è stato istituito in maniera tale che nessun cittadino romano possa perdere la libertà contro la sua volontà. Dico che in virtù del diritto pubblico, e di quelle leggi che questo Stato utilizza, nessun cittadino può essere afflitto da nessuna calamità di tal genere senza giudizio; dico che questo principio del diritto fu in vigore in questo Stato anche quando c’erano i re, che questo ci è stato tramandato dagli avi, questo infine è proprio di uno Stato libero: che in nulla possa essere danneggiato un cittadino nella vita o nei suoi averi senza giudizio del senato o del popolo o di coloro, che siano stati costituiti giudici su un certo caso.

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