Garattini: "Speranza dagli anticorpi monoclonali, ma non prima dell'estate"?

“Gli anticorpi monoclonali rappresentano una speranza nella cura del Covid, ma, pur volendo essere ottimisti, non ne avremo a disposizione prima dell’estate. Per adesso non possiamo farci conto”: sono queste le parole di Silvio Garattini, farmacologo e fondatore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano. Ad HuffPost il professore fa il punto sulla situazione dei farmaci attualmente disponibili per il trattamento del Sars-CoV-2: “Plasma, Remdesivir, Tocilizumab, per nessuno di questi farmaci è stata dimostrata una reale efficacia. Al momento - ci spiega - una terapia risolutiva contro il coronavirus non c’è ed è improbabile che l’avremo nei prossimi mesi. C’è un forte impegno da parte dei ricercatori di tutto il mondo, ma la strada è lunga. Vero è che non bisogna abbattersi: potrebbe accadere quello che è successo per l’Aids, per la quale non abbiamo vaccini né anticorpi, ma farmaci che hanno permesso di curare la malattia”.

4 risposte

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  • Anonimo
    1 mese fa
    Risposta preferita

     A me questa sembra una soluzione più tecnologica e avanzata rispetto al vaccino; il vaccino si basa sulla capacità del nostro organismo di produrre anticorpi (è una soluzione "indiretta"),  l'anticorpo monoclonale risolve il problema in modo diretto (è in pratica un antidoto) neutralizzando  la proteina spike della Sars-Cov-2, blocca la carica virale e l'ingresso nelle cellule neutralizzando così il virus.  

    Peccato solo che abbia un costo proibitivo che impedisce di fatto di essere utilizzato per tutti quelli che ne potrebbero beneficiare pena il fallimento del Servizio Sanitario Nazionale.

  • Anonimo
    1 mese fa

    sono mesi che fanno proclami ma la situazione non cambia  mai

    vedi tu

  • 1 mese fa

    Meglio di niente meglio cosi

  • Chiara
    Lv 7
    1 mese fa

    chi vive sperando...

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