Domani ho una verifica di letteratura italiana su Ariosto. Vi chiedevo se per caso aveste la parafrasi di queste due ottave del canto 8:?

1) La notte Orlando alle noiose piume / del veloce pensier fa parte assai. Or quinci or quindi

il volta / or lo rassume / tutto in un loco, e non l’afferra mai: / qual l’acqua chiara il

tremolante lume, / dal sol percossa o da’ notturni rai, / per gli ampli tetti va con lungo salto

/ a destra ed a sinistra, e basso ed alto (71, vv. 1-8).

2) “Oh infelice! Oh misero! Che voglio / se non morir, se ‘l mio bel fior colto hanno? / O

sommo Dio, fammi sentir cordoglio / prima d’ogn’altro, che di questo danno. / Se questo è

ver, con le mie man mi toglio / la vita, e l’alma disperata danno.” / Così, piangendo forte e

sospirando, / seco dicea l’addolorato Orlando (78, vv. 57-64).

Ho provato a cercare ma non trovo nessun sito che me la fornisca. Se non disponete della parafrasi mi va bene anche il senso generale/quello di cui parlano queste due ottave.

Sarebbe entro stasera plss

Ancora nessuna risposta.
Rispondi prima di tutti a questa domanda.