Anonimo
Anonimo ha chiesto in Relazioni e famigliaFidanzamento e matrimonio · 1 mese fa

Riflessioni sull'amore?

Stai con qualcuno, sei felice, molto felice, troppo felice forse. Non ti fidi più, cerchi di chiudere, ma vedi nascere lacrime nei suoi occhi, ti pieghi alla sua tenacia e ti ritrovi a imparare la prima lezione: l'amore lotta.

Continui a stare con qualcuno, sei davvero felice, i sentimenti crescono, la voglia di fare pazzie e progetti è alle stelle, ma poi ti spaventi di nuovo, vuoi mollare tutto, ma senti tristezza nel suo abbraccio, e sospirando ti ritrovi a imparare la seconda lezione: l'amore resiste.

Passano i giorni e la paura di vivere qualcosa troppo più grande di te aumenta, ti fagocita. 

Te ne vai, stavolta davvero. Ignori le sue lacrime, il suo dolore. Dimentichi la terza lezione: l'amore guarisce. 

Voleva ricordarti questo, l'amore, ma tu gli hai votato le spalle, impaziente di andartene.

I giorni passano, e quando ti chiudi la porta alle spalle e sei solo nella tua stanza provi un vuoto, ciò che davi per scontato adesso è avvolto nella nebbia del silenzio, ti porti una mano sul cuore e senti che l'assenza si fa presenza e il freddo ti immobilizza.

Lì, nel buio del vero dolore, impari la quarta lezione: l'amore non fugge, aspetta. 

E di colpo scopri che non hai mai avuto così tanta voglia di tornare.

Aggiornamento:

A cosa vi fa pensare questo mio pensiero? Avete avuto esperienze simili di recente?

Aggiornamento 2:

Anonimo: anch'io sono dalla parte di chi è stata lasciata, purtroppo, e più passa il tempo più non me ne faccio una ragione.

6 risposte

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  • 1 mese fa

    Parlo dalla mia, non avendo avuto troppe esperienze, ma solamente una più che significativa. La fiducia è un concetto che non capisco, secondo me è irrazionale essere fiduciosi, per questo non ci credo. Credo nella lealtà però, non sarei mai tranquillo e fiducioso, ma so cosa vuol dire essere leali. L'impressione che vada tutto bene, o forse meglio dire "troppo bene", può essere talmente forte da creare situazioni scoraggianti, film mentali e così via.

    Il punto è che non tutti riescono ad andare avanti, e quando le cose si fanno serie spaventano. Certo, tutto è soggettivo e dipende dalle persone coinvolte, ma più o meno le relazioni serie sono "terrificanti": bellissime, uniche ma anche portatrici di sofferenza. Lo sanno tutti, più ti leghi con una persona e più sei felice, ma parallelamente sei anche più triste, senza fiducia e portante alla rottura del rapporto.

    Sembra un paradosso. L'amore guarisce, si lotta per questo perché probabilmente è una, se non la più bella esperienza della vita. Sono del parere che se si possa trovare la perfetta metà (sempre relativamente) si possa essere felici per tutta la vita. Tutto questo inteso come mantenere al minimo l'infelicità, nessuno sarà mai sempre felice e siamo portati ad essere tristi, forse. Dunque non esiste la perfezione, secondo me l'amore è trovare chi per te lotti, chi ti consideri più di tutti e chi faccia rimanere la tua infelicità al minimo possibile, per più tempo.

    Dopo anni di relazione solitamente prende voglia di cambiare, nuove esperienze e tutto il resto, ma una volta che lo si perde lo si ricerca costantemente. Probabilmente qualsiasi cosa si faccia, saremo "tristi" a prescindere. Scegli il tuo modo di vivere, vai in fondo e non ti stancare. Siamo tutti diversi, siamo capaci di amare e ne abbiamo bisogno, soprattutto riceverlo. Certo, la monotonia stanca, il nuovo fa gola e niente sembra essere per sempre. Però, per chi l'ha sperimentato, avere qualcuno accanto che ti faccia sentire come un bambino felice, che almeno provi ad esserci è stupendo. 

    Non contare se riesce, ma solo se ci prova.

    Se sei la persona che si stanca, cerca di non creare nulla con persone che "ci credono". Rimangono ferite non rimarginabili; un appello per quelli che "sfruttano" o fanno credere per il meglio: smettetela, col passare del tempo chiarite le vostre intenzioni, niente sorprese. Un giorno forse ve ne pentirete, o forse no. Sono cinico e tendente al negativo, ma credo che forse ci sia un po' di speranza... O forse no. Tutto è controverso.

    Tornate da chi vi rendeva felice, e cercate di non tradire, sia fisicamente che intellettualmente, per chi può capirmi.

    L'amore fugge, ma soprattutto rimane.

  • Anonimo
    1 mese fa

    Ciao, ho vissuto una situazione simile, anzi praticamente uguale, proprio ultimamente. Però io, a differenza tua, sono la persona dall'altra parte e sto aspettando pazientemente il suo ritorno. Ho voluto lasciargli il suo spazio sia perché sentivo che ne avesse davvero bisogno, sia perché non sarei stata capace di distoglierlo, ancora una volta, dalle sue paure da sola. Gli sto dando modo di capire autonomamente se può andare oltre quelle paure e tornare da me. Penso valga lo stesso per chi hai lasciato, chiunque sia ti ha compreso pienamente e aspetta di riabbracciarti. Sono situazioni frequenti, soprattutto per chi si è un po' disabituato a provare certi sentimenti. Non è semplice, lo capisco. Amare significa rendersi vulnerabili e richiede un enorme atto di coraggio. A volte, però, vale la pena rischiare. Se hai davvero così tanta voglia di tornare, fallo! Buttati, provaci, se è quella giusta ti capirà, anzi ti avrai già capito!

  • 1 mese fa

    Si .  Ma  a quando pare   ci vogliamo ancora bene ...

  • 1 mese fa

    Il testo mi piace, ben descritto e raccontato.

    Ma se fosse una storia reale non capisco il senso di aver paura della felicità. Andare, restare, andare via, tornare, ecc... Perchè rovinare con le nostre stesse mani quel poco che di buono a questo mondo ancora c'è? Io quando sono felice mi godo il momento e non scapperei mai da una persona che mi rende felice. Quando, e se, ci saranno problemi si affronteranno...insieme. Ma i problemi non bisogna crearseli da soli anche perchè una persona può amarci ma prima o poi si stuferà di vederci rimbalzare coma una pallina di ping pong...

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  • Anonimo
    1 mese fa

    L'amore non fa male. Le persone sì.

  • Anonimo
    1 mese fa

    Dunque ? Con ciò che vuoi di?

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