sartori ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 2 sett fa

Cosa c'è di male, nel farsi un po' desiderare?

42 risposte

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  • 2 sett fa
    Risposta preferita

    Nulla, tranne per il fatto che chi desidera si trovi preso in giro dal desiderato.

    Poi il farsi desiderare si tramuta in tirarsela, molte volte..

  • 2 sett fa

    Niente di male.....ma non tirare troppo la corda che poi si spezza

  • Ma senza esagerare , altrimenti ci si rende conto che ....se ne può fare a meno.

    Ciaoo

  • Anonimo
    2 sett fa

    Ma certo,è giusto....

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  • Anonimo
    2 sett fa

    Nulla c’è di male ,e capisci se uno ci tiene veramente o se lascia perdere subito e quindi non ci teneva...

  • Anonimo
    1 sett fa

    La donna italiana nella maggior parte dei casi rientra nella categoria delle profumiere, anche detta Woodpussy o Pussywood, tradotto **** di legno, si incontrano ovunque ed è lo standard in questa nazione, anche all’estero esistono le fighe di legno ma in misura minore che qui da noi, queste donne le vedi sedute al bar con altre colleghe a cui la puzza sotto il naso non fa difetto.

    In eterna attesa del principe azzurro si lasciano annusare e strofinare da molti ma essendo, la Pussywood, priva di desiderio sessuale ciò che la gratifica è l’attenzione del maschio, rarissimamente ha provato un orgasmo nella sua vita e non lo proverà, si intende un orgasmo vero – a parere dello scrivente - anche più forte e appagante di quello maschile.  “lo scrivente è persona che ha frequentato donne straniere, anche per lunghi periodi, e sa cosa dice”. Da notare che questa tipologia di donne in genere è attraente e molto seduttiva, sono molti i maschietti che, specie in giovane età, perdono la testa per qualche **** di legno, nella migliore delle ipotesi saranno solo amici, nella malaugurata evenienza che il legno diventi compagna di qualcuno quest’ultimo ne uscirà con le ossa rotte queste donne sono estremamente pretenziose e costose al punto da ridurre sul lastrico un uomo eventuale che non sia ricco sfondato.

    Al poveretto di turno non resterà che consolarsi con delle professioniste meno inarrivabili.

    La spiegazione per cui in Italia la stragrande maggioranza delle donne è di questo tipo è difficile dirlo, ma si può pensare ad un pregiudizio confessionale o al desiderio di avanzamento dello stato sociale della medesima e al controllo sociale; non sono rare quelle che prolungano l’attesa a tal punto da ritrovarsi sessantenne e ormai zitella.

    Riconoscere la **** di legno non è difficile

    Dicesi **** di legno ragazza molto bella esteticamente, ma leggermente trattenuta a livello caratteriale.

    Facilmente riconoscibile in ogni contesto sociale per la sua funzione esclusivamente ornamentale, pari a quella di una pianta da appartamento, della quale spesso assume anche l’espressione. Il soggetto in questione si caratterizza infatti per il volto completamente amimico e la non responsività a nessun tipo di stimolo, esterno o interno che sia. Non parla, non ride, né accenna timidi sorrisi, non mangia, non beve, non fuma, non scherza, non fa battute, non balla, non interagisce con il mondo che la circonda in nessun modo. Nei momenti di euforia estrema si limita a far comprendere che è viva, anche se tutto depone per l’ipotesi contraria, sbattendo le palpebre, alzando un sopracciglio, o scoprendo leggermente i denti e accennando quello che potrebbe essere il tentativo di un sorriso, ma di una persona in preda ad una paralisi facciale. Inspiegabilmente però attrae l’attenzione degli astanti di sesso maschile (forse per il binomio tette grosse e afonia totale che per un uomo equivale alla sintesi della donna perfetta). I malcapitati tentano di tutto per abbordarla, apparendo palesemente ridicoli, addentrandosi dapprima in discorsi filosofici e profondi (con i quali si capisce a colpo d’occhio che non hanno dimestichezza), provando poi la carta della comicità (con risultati peggiori del tentativo precedente) fino a che sfiniti si sperticano in pure esibizioni fisiche, al limite tra il ginnico e il circense, sfoggiando ogni singolo muscolo che hanno a disposizione (non importa se fa – 10 gradi il bicipite scoperto è l’ultima risorsa rimasta) e a seconda del contesto rischiando l’infarto per improvvisarsi novelli Travolta, Totti, Tomba per colpirla in qualche modo. Solitamente non ci riescono. Dopo anni di studi non si è ancora capito quale sia l’input che possa far risvegliare la bella “principessa” dal suo torpore. E forse è meglio così. Per quei pochi, poveretti, che riescono a entrare nelle sue grazie o pensano di averlo fatto, perché lei non darà mai un segno tangibile che è realmente così, si delinea un futuro ricco di estrema, indicibile, inesauribile noia. Aperitivi silenziosi ai quali tenteranno di sopravvivere annegando in fiumi di alcol (loro perché lei no … non beve … al limite si bagna le labbra), cene così tanto tediose che arrivati al dessert l’unica persona con la quale avranno scambiato due parole sarà il cameriere che, seppur privo di ogni attrattiva sessuale almeno è simpatico e solidale (mosso da pura pena darà loro il proprio numero con la promessa di presentargli qualcuno di più interessante, basterà credo anche una vecchia zia sulla settantina!), serate al cinema che sì, andranno meglio sicuramente, visto che lì non è necessario interagire, ma saranno oltremodo imbarazzanti per il solo fatto che mentre tutta la platea ride a crepapelle lei rimane lì, in silenzio, muta, così inespressiva da confondersi con la tappezzeria della poltrona.

    I più temerari (o disperati fate un po’voi) che riusciranno a sopportare questa agonia per mesi senza finire in un centro di recupero (sì perché per sopportarla avranno fatto ricorso a più di qualche goccetto di birra) avranno finalmente il loro tanto agognato premio.

    Una ******** così squallida che nemmeno al centro anziani!  Lei rigorosamente sotto, immobile manco fosse colpita da un anchilosi devastante, che vi guarda con la sensualità di una stata di Madame Trousseau, in silenzio totale rotto solamente da qualche breve impercettibile indecifrabile mugugno di assenso (forse) che vi farà rimpiangere l’epoca in cui anche solo le signorine di postalmarket sembravano apprezzarle di più le vostre prestazioni. Erano foto, è vero, ma almeno sorridevano.

  • 1 sett fa

    Nulla, io mi faccio desiderare. Se ci tiene, sa dove trovarmi. Altrimenti non ne vale la pena! Basta andare dietro a certe sfigate bellocce che si credono Miss Universo, solo perché coscienti di avere una massa di disperati insoddisfatti che gli farebbe pure da tappeto per uscirci. IO valgo di più di così! 

    Infatti, finché hanno libertà di scegliere, non si accontenteranno mai. Motivo per la quale ne cambiano uno ogni quanto vogliono. 

  • 1 sett fa

    c’è un limite, a me irriterebbe parecchio se la persona con cui mi sento facesse la distaccata ecc. perchè penso abbia perso interesse e ci rimango anche male

  • 1 sett fa

    Inizialmente, nella fase conoscitiva della persona, nulla di male. Per esempio, se tu dovessi metterti d'accordo con chi di dovere per un appuntamento, e dovessi alla fine chiedergli "Allora, mi chiamerai?", ci starebbe per farsi desiderare. Perché se la risposta altrui dovesse esser "Poi vediamo. Ci penserò", allora quel/quella tipo/a, quasi se lo merita, di dover desiderare lei/lui.

    Però, occhio: se "farsi desiderare" significasse MAI rispondere a chiamate e msg; mai poi prendere un minimo d'iniziativa; mai rispondere "Sì, ok" una volta che si viene contattati/e, NO. Significherebbe menefreghismo. E non andrebbe assolutamente bene.

    Ciao!

  • Anonimo
    2 sett fa

    Ma quello è un talento naturale, che ad esempio io non ho. Io ci sono sempre, presenzio, non so lasciarmi desiderare, questa cosa me la “rimproverava” sempre mio padre, pensa! Ma non posso fingere di non esserci se invece non desidero altro che esserci, non ho l’arte della sparizione, che comunque ha un fascino incredibile 

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