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Perché Plotino nelle Enneadi criticò la Gnosi?

Eppure la sua filosofia sembra illuminata da una forma di Gnosi cosi sapiente, che molti sarebbero gli esempi in tal senso. 

Cosa mi sfugge?

Aggiornamento:

@FdT, sì, ricordi bene. La tesi marcionita di un demiurgo malevolo è da rigettare, perché altro non fa che inasprire quella dualità che è poi una “distanza” dall’Uno, puro Intelletto, che è il Dio “Aγνωστος” plotiniano ma ritengo (ma è soltanto una mia considerazione) che Plotino, nella sua analisi, non fa un distinguo tra Gnosi vera, quella per puro Nous (!), per intenderci, e Gnosi settaria, frammentata, e per questo distante dalla pura <Paradosis> rivelata. Ti ringrazio per la risposta. 

Aggiornamento 2:

@Antonio, ti ringrazio per l'estratto ma ne ero già a conoscenza. Il pensiero di Sola merita la mia attenzione. Ci arriverò. Grazie.

Aggiornamento 3:

@Maraminta, è la seconda volta che ti esprimi nel peggior dei modi possibili. Ultimamente i tuoi post sono di una bassezza senza eguali; ed è un vero peccato. Qualsiasi insofferenza nascondano, ti auguro di superarla.

3 risposte

Classificazione
  • 2 mesi fa
    Risposta preferita

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    […] Non è chiara neppure la corrente che Plotino prende ad esame perché risulta difficile identificare le sette gnostiche a causa della poca conoscenza che abbiamo, anche se dopo il ritrovamento del 1945 della Biblioteca gnostica copta di Nag Hamâdi si ha avuto la possibilità di arricchire notevolmente il patrimonio del corpus. Da considerare però che dal II secolo la dottrina è divenuta sempre più eclettica ed elitaria.

    […] Le argomentazioni sono: l’assurda moltiplicazione gnostica delle ipostasi; l’errata concezione dell’Anima cosmica; le contraddittorie figure della Sapienza e del Demiurgo; l’errata concezione della creazione del mondo nel tempo; la negazione della positività e della bellezza del cosmo; l’inaccettabile concezione di una nuova terra del tutto estranea alla nostra; la negazione della divinità dei corpi celesti; la superbia degli Gnostici che ritengono di essere solo loro i figli di Dio; le deviazioni di alcuni gruppi nella esaltazione del piacere nel senso epicureo; l’eccessiva svalutazione dei corpi; l’inaccettabilità di certe pratiche magiche; LE ERRATE INTERPRETAZIONI DI TESI DI PLATONE E IL DISTACCO DALLE ANTICHE IDEE DEI GRECI.

    […] Non vale neppure inventare una serie di intelligenze sulla base del fatto che una pensa e l’altra pensa di pensare. E infatti, se pure nella nostra Intelligenza pensare e pensare di pensare sono diversi, si tratterebbe pur sempre di un’unica apprensione a cui non sfuggono gli atti in cui si articola. 

    Tuttavia, sostenere una tale tesi a proposito della vera Intelligenza sarebbe per lo meno ridicolo: qui l’Intelligenza pensante e quella che pensa di pensare sono esattamente la stessa cosa. In caso contrario, avremmo da un lato l’Intelligenza che si limita a pensare, dall’altro l’Intelligenza che pensa che l’altra pensa; ma questa, in tal modo, sarebbe un’altra Intelligenza e non proprio quella che prima ha pensato. Se poi riterranno questa come una distinzione solo teorica, in primo luogo dovranno rinunciare alla pluralità delle ipostasi;[11] e poi è tutto da verificare se anche a livello concettuale sia possibile lasciare spazio ad una nozione di Intelligenza che si limita a pensare e non ha coscienza del suo stesso pensiero. Basti riflettere che se un caso del genere succedesse a noi, subito saremmo tacciati di dissennatezza, perché a voler essere solo un poco saggi, ci tocca non perdere di vista né i nostri impulsi né i nostri pensieri. 

    Quando, poi, è la vera Intelligenza a concepire se stessa nei suoi pensieri – e in tal caso l’oggetto non le è esterno, ma lei stessa si identifica con il pensato −, allora nel suo pensare non potrà che cogliere e contemplare se medesima. E quando coglie se stessa, non si vedrà certo come essere privo di pensiero, ma come essere pensante. 

    Dunque, fin dall’origine l’Intelligenza si troverà ad avere nel suo pensare anche il pensare di pensare come se fosse un’unica realtà.

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    https://oubliettemagazine.com/2019/08/03/dalle-enn...

    Fonte/i: Chiedo scusa, avevo linkato un indirizzo sbagliato
  • Criticava, se non ricordo male, quei filoni di Gnosi (tra cui il Cristianesimo, che a motivo di quanto segue, accorpava a quei filoni gnostici che criticava) che vedevano le Divinità come esseri malvagi e il Demiurgo come malevolo. 

  • 2 mesi fa

    esattamente come ti pare e piace.

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