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Lv 7

Che senso avere fede, quando hai «conosciuto» ciò in cui hai creduto?

È come fermarsi dinnanzi a una staccionata e non saltare per avanzare oltre, nonostante si abbiano i mezzi per farlo. 

È come non uscire dalla propria confort zone, per paura di consolidare le proprie certezze e rendere chiare e luminose.

Ma se avete conosciuto in piena conoscenza e consapevolezza quel che avete sino a ieri creduto, che senso ha avere più fede?

4 risposte

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  • Risposta preferita

    Dipende dal senso che si da alla parola. Se, per esempio, con fede intendiamo l'essere in buona fede, l'essere leali, l'essere credibili e degni di fiducia, capirai che ha senso sempre avere fede... discorso diverso se con fede si intende una credenza ragionata e ponderata, e ancora diverso se si intende accettazione acritica di qualcosa detto da altri.

    @Universitaria: per trarre una conoscenza da un dato non basta sapere il dato a memoria, ma occorre (nei limiti delle proprie possibilità) farlo proprio. Penso concorderai con me su questo.

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    Lv 7
    2 mesi fa

    Maraminta, non cadere nel tranello dell'arroganza.

    Ogni individuo è assolutamente unico e irripetibile e merita ascolto. 

    L'oggetto della domanda non è la fede né la conoscenza ma l'ignoranza intenzionale, il più delle volte riconducibile ad un inprinting strutturale legato alle proprie radici esistenziali, che occludono, come un paraocchi, la propria visione delle cose, della vita, dell'esistenza, del Divino, di ogni altra cosa vista sotto una luce diversa, spegnendo ancor prima di accenderlo quel fuoco interiore chiamato ricerca.

    È assolutamente degno il semplice individuo che, nella sua semplicità, ha fede in qualcosa di assolutamente trascendente, pur essendo incapace di farne oggetto di una discussione filosofica e di conseguenza arricchire la sua spiritualità trovando edificante un confronto con altre tradizioni religiose.

    Ed è assolutamente degno anche l'umile individuo che crede in quello che gli è stato tramandato, pur senza averlo vagliato criticamente. In ciò dissento con FdT, pur con le dovute cautele, come quelle di chi all'opposto, "ha orecchi per sentire ma non ascolta", e permane scioccamente nella sua posizione, che il più delle volte è destinata inesorabilmente a sbriciolarsi alla prima occasione di difficoltà.

    Ma come giustamente dice Antonio Scalzo, le parole hanno il loro peso e queste o a capirle è soltanto chi parla, giacché sa quel che dice, oppure a capirle sono entrambi gli interlocutori ma ciò significherebbe che entrambi sono allineati riguardo all'oggetto della discussione e di conseguenza hanno assimilato l'un l'altro il senso delle loro stesse parole.

    Quel che voglio dire è che tu diventi ESATTAMENTE ciò in cui credi! E se tu diventi ciò in cui credi, non credi più, perché sai! E allora se sai, ti sei assimilato all'oggetto della tua conoscenza, divenendo un tutt'uno con essa! 

    Chi coglie ancora una volta il senso di questo messaggio, sa che sto parlando di una conoscenza che trascende la pura e semplice, benché assolutamente virtuosa, fiducia, come la Gnosi che trascende la fede, per dirla secondo Clemente d'Alessandria, giacché si è assimilato in maniera così sublime alla prima da trascendere la seconda con assoluta e limpida immediatezza.

  • 2 mesi fa

    Concordo con Ulixes: per me << fede >> è un sinonimo di << fiducia >> in qualcuno. E basta pensare all'anello nunziale, si chiama << fede >> (o vera) perché rappresenta (rappresenterebbe) una FEDELTÀ che durerà per tutta la vita. 

    Purtroppo viviamo in una epoca dove le parole hanno dei grandi significati ... che però non hanno corrispondenza con la realtà! E dunque diventano esse stesse (le parole) delle lezioni imparate a memoria. Delle lezioni che un buon professore, dopo averci ascoltati, ci direbbe: << Tu hai studiato, ma stringi-stringi non hai capito niente. >>

    Fonte/i: << Parola >> ... dal latino parabola 'similitudine', parabolé in greco, che è dal verbo parabàllo 'confronto, metto a lato' ... essa nasce accanto all'oggetto o all'azione che rappresenta.
  • 2 mesi fa

    ma cosa vuoi che abbiano conosciuto questi dementi? Solo le loro stupide fantasie.

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