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Tutto ciò che ha cominciato ad esistere?

1. Tutto ciò che ha cominciato ad esistere ha una causa

2. L'universo ha cominciato ad esistere

3. L'universo quindi ha una causa

Qual' è il problema con questo sillogismo e perché?

Aggiornamento:

@alfredo: il sillogismo dice che tutto ciò che ha cominciato ad esistere ha una causa, questo non si applica a Dio, quindi non c'è alcuna contradizione

Aggiornamento 2:

@anonimo: perchè le cause all'infinito nella realtà portano all'assurdo, il concetto di infinito non è applicabile all'esperienza, altrimenti non saremmo mai arrivati a questo giorno se esistessero un numero infinito di giorni nel passato, è un po' come un vagone che viene spinto da un altro vagone e questo da un altro ancora etc, procedendo all'infinito non si muoverebbe niente, a meno che non vi sia qualcosa che muove tutti gli altri vagoni, ma che non ha bisogno di essere mosso.

9 risposte

Classificazione
  • 2 mesi fa
    Risposta preferita

    Non tutto ciò che ha cominciato a esistere ha una causa: ciò vale solo per le creature. Dio esiste da sempre e per sempre, è autosussistente, non ha una Causa anteriore e precedente a Sé stesso che lo abbia generato e condotto all'essere. Inoltre, gli atei potrebbero obiettare che noi non sappiamo se l'Universo abbia cominciato a esistere (sebbene la teoria del Big Bang preveda un principio temporale dell'Universo) o se sia a sua volta eterno. Perlomeno, questo è il mio punto di vista sulla questione, può darsi che mi sbagli: sicuramente l'Ipponate o l'Aquinate avrebbero saputo cavarsela meglio.

  • 1 mese fa

    La prova cosmologica, quella che hai descritto nella domanda è già stata criticata da Kant, in Critica della ragion pura, da John Stuart Mill e da Michael Martin, tanto per citare 3 

    filosofi di periodi storici diversi.

    Come hanno già scritto, i credenti dicono che nulla può esistere senza causa, poi descrivono Dio come  causa incausata, un minimo di coerenza ci vorrebbe, anche perché gli atei hanno gioco facile a dire che per il rasoio di Occam sarebbe più plausibile avere un universo eterno, in continuo divenire come già dicevano gli antichi, vedi il Panta Rei di Eraclito.

    Alcune religioni vedono Dio come non creatore dal nulla, ma come organizzatore di materia già esistente, posizione ancor più debole e sciocca, non tanto in se stessa, ma per come viene presentata.

  • Anonimo
    2 mesi fa

    Prima si dice che niente può esistere da sempre e per sempre e poi si da “vita” ad un essere immaginario ed eterno.

    Quando si dice coerenza e logica.

  • Anonimo
    1 mese fa

    Innanzitutto stai ponendo una condizione illogica: l'Universo, ossia il tutto, sarebbe un sottoinsieme di qualcosa!

    No, non può esserci << oggetto >> o << causa >> o << ragione >> esterna all'universo stesso: tutto fa parte del calderone detto "Universo". 

    Se poi vogliamo porre un particolare << universo >> come sottoinsieme di un qualcosa: le supposizioni tue sono supposizioni tue (punto), non c'è nulla da concludere.

    L'unica cosa che si potrebbe obiettare è: se tutto ha una causa, perché la causa non dovrebbe - a sua volta - avere una causa?

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  • 2 mesi fa

    Il problema è chiamare la causa "Dio" pensando di risolvere ogni cosa. Io preferisco tenermi l'ignoto, che chiamo comunque Dio, ossia; ciò che non posso conoscere.

  • 1 mese fa

    nn esiste nessun dio 

  • ?
    Lv 7
    2 mesi fa

    L'oggetto di discussione è la «Causa».

    Se ai tuoi occhi tale Causa è Dio, agli occhi di un ateo, la Causa della creazione non proviene da un Essere Trascendente.

    Personalmente, rifiuto categoricamente l'esistenza di un dio esclusivamente creatore. 

    Se Dio esiste, è assolutamente Increato, è Causa Incausata, esiste da sempre, giacché è oltre il tempo e lo spazio e fuori da questi; è assolutamente Uno e Assoluto, è puro Intelletto, Incommensurabile e assolutamente Trascendente, impossibile da cogliere e comprendere nella sua Assoluta Perfezione, se non per immediata intuizione e solo attraverso un atto di pura intellezione sovra-razionale.

    Ogni tentativo di misurarne la Sua esistenza attraverso la creazione è limitato e concettuale e pertanto inficiato dal proprio grado di osservazione, di per sé stesso a sua volta limitato e concettuale rispetto all'Oggetto della ricerca, Dio stesso.

  • 2 mesi fa

    La materia non ha una causa, è ingenerata e imperitura. 

  • ?
    Lv 6
    1 mese fa

    Quando un professore spiega ... smonta - a livello dialettico - un oggetto complicato e cerca di far vedere le parti semplici che lo costituiscono.

    Cioè spiegare significa partire dal SEMPLICE e far vedere come esso ha << creato >> il COMPLICATO.

    Solo una persona che usa le parole senza cognizione di causa può pensare che le cose girino al contrario … ossia … che il complicato Edison sia << il perché, la spiegazione, il creatore >> della lampadina.

    No-no, Edison è stato il primo … in realtà prima di lui c'è il lavoro di tanti altri https://www.focusjunior.it/tecnologia/invenzioni/c... ad intuire che mettendo assieme alcuni opachi oggetti, questi GENERAVANO luce!

    Tuttavia l'uomo Edison non è ─ e non può esserlo in nessuna maniera ─ il perché (la spiegazione) della lampadina.

    In generale il PERCHÉ (la spiegazione) delle cose è proprio quel passaggio che dal semplice porta al complicato. 

    Se invece partiamo - perché siamo stati indottrinati a farlo - dal più complicato tra i complicati esseri (l'inspiegabile dio) per cercare di capire le cose … perderemo solo del tempo.

    Un po' come dire ad un bambino che ─ in tutta la sua ingenuità ─ ammette di non aver capito niente: << Bambino, tu non hai capito il banale. Bene mo’ io ti parlo dell’impossibile da capire e così poi tu avrai capito ogni cosa. >>

    _______________________________

    Fonte/i: Le discussioni ricordano il gioco del poker, nel senso che è lecito barare per cercare di vincere il PIATTO contenente gli argomenti messi in discussione. Ed ecco perché in molti si dichiarano amici personali della dea “razionalità” o del dio “onniscienza”, appunto per dare l’impressione di avere tra le mani una specie di scala reale: la sacra VERITÀ di << tutti >>. Io però sono tra quelli che non hanno alcuna difficoltà ad ammettere di possedere solo le carte della << propria >> profana SINCERITÀ: un qualcosa di paragonabile ad una misera doppia-coppia, che però - a volte - è un punto più che sufficiente per vincere il PIATTO.
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