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Perché specialmente gli antichi avevano la mania di sacrificare  animali agli idoli?

Faccio questa domanda perché oggi si può desiderare di compiere ogni sorta di

peccato ma di sacrificare animali agli idoli ce ne può fregare veramente di meno!

Aggiornamento:

Per Giampiero: potrei compiere qualsivoglia peccato del mondo ma sacrificare una bestia per di più ad un idolo non mi passerebbe nemmeno per l'anticamera del cervello, sono veramente delle stupidate di cui non so perché erano fissati gli antichi!!!

Aggiornamento 2:

Per figlio della terra: quando  si parla di personalità malvage nella storia o nella Bibbia si parla sempre di persone che hanno compiuto una marea di peccati e tra questi quello di "sacrificare animali ad idoli pagani". Quello che semplicemente voglio dire è che oggi per un grandissimo peccatore o un criminale quello di sacrificare bestie agli idoli sarebbe  l'ultima cosa che andrebbe a pensare. La fissazione dei sacrifici era una cosa che avevano in mente solo gli

antichi!

4 risposte

Classificazione
  • 1 mese fa

    Per Maraminta: giusto Maraminta, giusto ah ah!

  • ?
    Lv 7
    1 mese fa

    Quali idoli? Al massimo alle Divinità, i cui attributi erano rappresentati da quelli che tu chiami idoli (e anche qui ci sarebbe molto da discutere, ma uscirei fuori tema).

    Per il resto, bisogna guardare alla specificità del sacrificio... in molti riti ad esempio il sacrificio serviva per varie cose: innanzitutto la carne dei sacrifici si mangiava, poi c'era un forte valore simbolico nella ritualità del sacrificio, inoltre, in alcuni casi, il sacrificio era riattualizzazione del mito e dunque dell'insegnamento veicolato da esso, senza contare l'idea di "una vita per una vita" (ad esempio riscontrabile nel sacrificio espiatorio). Se davvero hai interesse a comprendere il perché di un comportamento, devi guardarlo con gli occhi di chi lo ha fatto, non con gli occhi di un uomo moderno.

    Ma piuttosto che continuare a risponderti io, se vuoi ti lascio le parole di un antico:

    "1. Non sembra superfluo aggiungere, in breve, qualche considerazione sulla questione dei sacrifici.

    2. In primo luogo: poiché tutto ciò che abbiamo proviene dagli Dèi, è giusto dedicare a chi dona queste cose le primizie di ciò che riceviamo. Doni per ricchezza, chiome per i corpi, sacrifici per la vita.

    3. In secondo luogo: preghiere senza sacrifici ammontano a discorsi, ma a discorsi con un'anima se assieme a sacrifici. Infatti il discorso potenzia la vita, e la vita anima il discorso.

    4. Oltre a ciò: felicità di ogni cosa è la propria perfezione, ma questa, per ognuno, è l'unione con la propria causa. Perciò noi preghiamo di unirci agli Dèi. E dato che il principio vitale appartiene agli Dèi, ma anche quella umana è una forma di vita (e aspira, pertanto, a unirsi con quello), quest'ultima si trova ad abbisognare di un medio, visto che nessuna coppia di estremi si unifica senza elementi intermedi. Tale medio dovrà poi risultare omogeneo agli estremi che si debbono congiungere: perciò fu necessario che tra la vita e la vita ci fosse la vita come termine medio. Questo è il motivo per cui il genere umano sacrifica creature viventi agli Dèi, i bennati del nostro tempo come tutti gli antichi; e non hanno commesso violenza indistinta, ma assegnando a ciascun Dio l'animale che si addice, e accompagnando il rito con molte altre prescrizioni.

    Basti dunque quanto detto attorno a questo."

    (S. S. Salustio, IV sec. Gli Dèi e il Mondo, XVI)

    Altri ragguagli, l'autore li fornisce nel capitolo XV, dove afferma ilvalore analogico del sacrificio.

    Ma del sacrificio ci sarebbero altre motivazioni rintracciabili ad esempio in Giuliano e Giamblico che lo spiegano molto bene, tuttavia non ho i testi sottomano. Quindi se vuoi posso cercare (ma ci vorrà tempo). Altrimenti, se ti bastano questi mi risparmio la fatica.

    @Insomma dici che più che condannare qualcuno perché sacrificava a quelli che tu chiami idoli bisogna condannarlo per il male che compie? Allora sono d'accordo con te.

    Se invece dici che i malvagi dovrebbero pensare al male che compiono invece che a sacrificare, da una parte sono d'accordo, poiché, come scrissero diversi antichi, sacrificare se si è empi non serve a nulla. Dall'altro lato però, i sacrifici espiatori, servivano proprio per gli empi pentiti, secondo la logica dell' "una vita per una vita", cui avevo accennato prima.

  • ?
    Lv 7
    1 mese fa

    perchè nessuno  ha mai fatto loro notare che il sacrificio lo facevano gli animali non loro, troppo comodo; Vuoi sacrificare al Dio? Allora uccidi te e nessun altro al tuo posto.

  • 1 mese fa

    Il concetto di "sacrificio" era inteso come una rinuncia molto costosa, di qualcosa di molto caro. Un esempio fu quello di un Padre pronto a sacrificare il Figlio su richiesta di Jahweh, che intendeva così metterlo alla prova.

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