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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 mese fa

Divina commedia domanda 10p?

Il giudizio di Dante nei confronti degli ignavi e di sdegnoso disprezzo: chi nella vita non sa scegliere e quindi assumere le proprie responsabilità non è degno di considerazione, ed è anzi peggiore dei veri malvagi E' un pensiero che risale alle origini della tradizione cristiana: si comincia dagli angeli che non si schierarono ne con Dio ne con Lucifero, si prosegue con i testi sacri e si arriva attraverso molti esempi anche letterari (pensiamo almeno al "pusillanime don Abbondio manzoniano) fino ai nostri giorni, con l'estensione della condanna all'ambito della cultura laica

Sei d'accordo con tale posizione? Chi indicheresti come "ignavi" nella realtà privata e pubblica che ti circonda, e in quali comportamenti individueresti la loro negatività morale e sociale?

2 risposte

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    Lv 5
    1 mese fa
    Risposta preferita

    Siamo appena entrati nell'inferno, canto III, e facciamo l'incontro di queste anime, che in realtà non si trovano all'interno dell'inferno. Perchè non sono nè degne di essere salvate nè degne di essere condannate.  Queste sono le anime che "visser sanza 'nfamia e sanza lodo". Dante è quindi abbastanza duro nei loro confronti, addirittura li degna solamente di uno sguardo veloce, come se non contassero. 

    Dante è un grande scrittore e un grande conoscitore, se pur figlio del suo tempo. L'idea già di base dell'inferno è fuor d'ogni ragione. Si vogliono punire le anime, quando il punire, ben sappiamo, alcun senso non ha. E così come per tutte le categorie di anime non potrò che esser in disaccordo con la visione dantesca. 

    Un individuo non ha colpe, e se egli è ignavo è perchè gli attributi di base e l'ambiente di crescita gli son stati contrari. Un individuo non può prescindere da ciò che è a livello biologico, e non può neanche prescindere dall'educazione prima impartitagli dai suoi genitori. Questi sono i valori da cui parte la crescita di un individuo, e se la base è storta continuerà ad esser storta se nessuno la raddrizzerà. E' per questo che ogni tipo di azione contro una "colpa" deve essere in funzione rieducativa e non punitiva. 

    E ancora, poco mi è chiara la definizione di malvagio e di giusto. Concetti astratti e soggettivi usati come concreti e oggettivi. Ma anche se questi fossero reali, allora per ciò detto precedentemente un malvagio non è rio per sua colpa. Allora come si può giustificare l'abbandono a loro stessi? Come può una società insultare chi colpa non ha, ed abbandonarlo a morire nel suo stesso veleno?.

    Divagare non voglio, credo di aver ben reso la mia ostilità a questo pensiero di stampo qualunquista.

  • ?
    Lv 6
    1 mese fa

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