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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 mese fa

Che ne pensate degli scienziati credenti?

Dato che non parlate quasi mai di loro

3 risposte

Classificazione
  • 1 mese fa
    Risposta preferita

    La prima cosa è che non c'è alcuna incoerenza tra l'essere credenti ed essere scienziati, la razionalità scientifica molte volte riesce a capire la razionalità divina che opera secondo leggi eterne che prima o poi anche gli esseri umani comprendono spesso dopo essere stati ispirati.

    La differenza sta nell'atteggiamento che hanno le persone che sanno riconoscere di chi sia il merito, quindi non c'è lotta tra scienza e religione, ma tra orgoglio ed umiltà.

    In passato è avvenuto il contrario, era la religione (ufficiale) ad esercitare arroganza ed orgoglio contro la verità.    

    Gli scienziati autentici hanno altro di cui occuparsi rispetto ai luoghi comuni vecchi e scontati da antireligiosi da social che ho letto in alcune risposte, smentiti da uno scienziato che aveva l'umiltà di cercare un equilibrio, una vera sorpresa:

    Charles Darwin, proprio il padre dell'evoluzionismo non vedeva una contraddizione tra i due punti di vista e lo afferma in alcune lettere a suoi colleghi ed amici scienziati come nella sua autobiografia.

    Mentre nell'edizione originale del 1859 Darwin non menzionava il Creatore, nelle successive edizioni lo aggiunse come inciso nella penultima frase dell'Origine:

    "Nella vita, con le sue diverse forze, originariamente impresse dal Creatore in poche forme, o in una forma sola, vi è qualcosa di grandioso; e mentre il nostro Pianeta ha continuato a ruotare secondo l'immutabile legge di gravità, da un semplice inizio innumerevoli forme, bellissime e meravigliose, si sono evolute e continuano ad evolversi"

    "Non posso per niente accontentarmi di vedere questo meraviglioso Universo e soprattutto la natura dell'uomo e di dedurne che tutto è il risultato di una forza cieca. Sono incline a vedere in ogni cosa il risultato di leggi specificamente progettate, mentre i dettagli, buoni o cattivi che siano, sono lasciati all'azione di ciò che si può chiamare caso. Non che questa opinione mi soddisfi del tutto. 

    Percepisco nel mio intimo che l'intera questione è troppo profonda per l'intelligenza umana.

    È come se un cane tentasse di speculare sulla mente di Newton, ognuno speri e creda come può"

    «Un altro argomento a favore dell'esistenza di Dio, connesso con la ragione più che col sentimento, e a mio avviso molto importante, è l'estrema difficoltà, l'impossibilità quasi, di concepire l'universo, immenso e meraviglioso, e l'uomo, con la sua capacità di guardare verso il passato e verso il futuro, come il risultato di un mero caso o di una cieca necessità. Questo pensiero mi costringe a ricorrere a una Causa Prima dotata di un'intelligenza in certo modo analoga a quella dell'uomo; e mi merito così l'appellativo di teista. Questa conclusione, a quanto ricordo, era ben radicata nella mia mente al tempo in cui scrissi l'Origine delle specie.

    E in una lettera così si espresse:

    "Ma potrei dire che l'impossibilità di concepire che quest'universo grandioso e meraviglioso, con i nostri sé coscienti, sia scaturito dal caso, a me pare l'argomento principe a favore dell'esistenza di Dio; ma sebbene questo sia un argomento di valore effettivo, io non sono mai stato in grado di decidermi. Sono consapevole che se si ammette una causa prima, la mente brama ancora di sapere da dove questa è venuta, come si è generata."

    Fonte/i: Fonte/i: (Da Autobiografia 1809-1882. Con l'aggiunta dei passi omessi nelle precedenti edizioni, appendice e note a cura della nipote Nora Barlow, prefazione di Giuseppe Montalenti, traduzione di Luciana Fratini, Einaudi, Torino, 1964.)
  • Acq
    Lv 7
    1 mese fa

    Che è normale.

    La fede serve a spingere la razionalità oltre il limite di ciò che possiamo sperimentare dunque uno scienziato, o scienziata, al pari di qualsiasi altra categoria può avere un suo credo.

    La storia della "guerra" tra scienza e fede è un'invenzione dei telefilm americani, scemi noi a crederci.

  • 1 mese fa

    Che sono un insulto alla scienza.

    Quella vera, quella che afferma soltanto se ha prove inconfutabili. Affermare che Dio esiste, senza lo straccio di una prova, significa che la scienza non sanno nemmeno dove sta di casa.

    O se hanno prove scientifiche inconfutabili, che le mettano sul tavolo, perché senza prove, questa affermazione va relegata nel gruppo "Chiacchiere da bar".

    @Gianpiero

    Antonino Zichichi chi, quello che ha scritto "Io credo in colui che ha creato il mondo"?

    Ora sta scrivendo un trattato scientifico sulla Fatina dei denti.

    Sarà un mio limite sicuramente, ma proprio non lo capisco come si possa credere sia alla scienza che a Dio, quando la scienza non dice "Non esiste", solo perché non potendo avere la prova scientifica che non esista, visto che per la scienza e per chiunque altro, è impossibile avere la prova certa della non esistenza di qualsiasi cosa e non solo di Dio, evita di affermare, come invece fa la chiesa.

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